Itri amministrative 2016, l’Udc converge su Di Biase

Itri amministrative 2016, l’Udc converge su Di Biase

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una riflessione “personale” di Aristide Iacotucci, segretario sezionale UDC (“forse” ancora per poco come lui si firma in calce) sulla candidatura a sindaco di Itri dell’avvocato Mirko Di Biase. Certamente la sortita di Iacotucci è destinata a essere seguita da una “summa” di interventi a favore o contrari, dato lo spessore politico del personaggio. E di questi “sviluppi” vi terremo puntualmente aggiornati, collocandoci, come sempre, “super partes”.

Aristide Iacotucci

Aristide Iacotucci

“”Non ti Pago” è il titolo di una famosa e storica commedia di Edoardo De Filippo dove, anche di fronte all’evidenza, il protagonista, sopraffatto dal rancore personale, oscura  ed offusca la realtà. E’ quanto sta accadendo in questi giorni ad Itri, nelle file politiche del centro destra, ove le scelte sane sono offuscate da ambizioni personali che, se pur legittime, sono fuori della realtà quotidiana. La scelta di un candidato Sindaco è cosa seria e laboriosa, che deve tener conto non solo delle capacità intellettive e capacità di rinuncia personale e professionale del candidato ma anche dell’impatto che questi deve avere sulla cittadinanza per poter attrarre e riflettere la fiducia nel portare a compimento l’impegno preso.

Le dinamiche degli incontri tra F.I. ed UDC sono state fluide e convergenti, si sono esaminate le autocandidature espresse dai due partiti ma non sono state ritenute all’altezza del compito prefissato, vuoi per trascorsi politici ventennali che per l’impatto sulla popolazione. Nessuno è profeta, per carità, per predire quali saranno i risultati elettorali, ma se non si persegue un principio di vero rinnovamento, se non si rischia in termini elettorali su un candidato innovativo e di spessore, il risultato non può che essere mediocre. Tanti sono i soloni che nell’autoincensamento vedono il “verbo assoluto”, proprio chi dalla politica ha già avuto molto e vuol continuare a mantenerne i privilegi (gratuiti!). Diverso è lo spirito di chi propone un rinnovamento, non a tutti i costi, ma necessario in uno scenario politico vetusto e stanco, privo di idee nuove ed incapace se non di dare vecchie soluzioni ad ancor più vecchi problemi.

C’è una generazione nuova che scalpita per dare il meglio di sé, per poter reinterpretare e portare a soluzione vecchi problemi con un nuovo ordine di idee, impensabile per una generazione ormai incancrenita a dare risposte solo ad esigenze del signorotto di turno. E come ai vecchi tempi, ecco l’intervento a gamba tesa di personaggi politici “di più alto livello”, che tanto hanno dato, ancor di più hanno preso ed altro ancora cercano, nel disperato tentativo di dispensare “buoni consigli” e decidere per altri. La realtà locale è terreno dei cittadini ed a loro appartiene, che men che meno hanno bisogno di moderni “Feudatari” che impongano il loro “balzello” ai propri “sudditi”, già vessati da precedenti, funeste, esperienze.

Ma se ciò è ancora realtà, che ben vengano tali “caporali” ad armonizzare i sudditi, tagliando le teste dei ribelli ed incensare i “signorotti” locali, ben avvezzi alla pratica dell’adulazione spinta, così che la “rivoluzione” abbia inizio, visto che il fondo si è già toccato. “Non ti pago” diceva testardamente Edoardo, ma alla fine, la realtà e la coscienza trionfano, ed il capo deve chinare riconoscendo a Cesare quel che è di Cesare. Aristide Iacotucci – segretario UDC (“forse” ancora per poco)””.

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