Finanziamenti persi al centro diurno Il Veliero, lettera di Rinascita per Ponza

Finanziamenti persi al centro diurno Il Veliero, lettera di Rinascita per Ponza

Riceviamo dal Comitato Rinascita per Ponza e pubblichiamo una lettera aperta al Dirigente Assistenza Sociale Comune di Ponza e alla consigliera Maria Sandolo Comune di Ponza dal titolo: “Non dobbiamo perdere il Centro diurno”

Il tavolo di marzo durante l'inaugurazione

Il tavolo dei relatori a marzo durante l’inaugurazione

Siamo venuti a conoscenza dalla stampa che “Ventotene incassa, Ponza resta a guardare. E’ questa in estrema sintesi l’esito della determina con cui il Comune di Formia, il 24 novembre, ha liquidato il centro socio assistenziale “Spazio Libero” di Ventotene con 19420 euro e lasciato a secco “il Veliero” di Ponza” inaugurato dal Sindaco Vigorelli alla presenza dell’assessore regionale delle politiche sociali.

Ma che cosa è successo: l’Amministrazione Vigorelli non crede più nell’importanza della assistenza sociale sull’isola? Ci siamo informati come sono organizzate e da chi vengono finanziati i centri diurni.

Periodicamente si riunisce a Formia il Comitato dei Sindaci del Distretto Formia-Gaeta, per discutere in base a un ordine del giorno di: “integrazione Socio Sanitaria nel Distretto Formia-Gaeta”

C’è un Coordinatore  di questo gruppo di lavoro il quale relaziona sulle progettazioni nei vari territori.

Per esempio fa una panoramica sulle progettazioni presenti sulle due isole che riguardano principalmente centri diurni polivalenti per utenze plurime (disabili – minori – adulti). Comunica che quantità di finanziamento è disponibile per tale progetto e assegna di questi denari una percentuale del 54% per Ponza e una del 46% per Ventotene.

Non è detto che a queste riunione ci debba andare direttamente il Sindaco ma anche un suo Delegato e infatti Ponza è stata rappresentata dalla consigliera comunale Sandolo Maria.

La consigliera Sandolo ha il compito di relazionare sulle attività del centro diurno e infatti è Lei che ha comunicato che la nuova denominazione è Il Veliero e ha invitato gli Uffici ad adottarla in tutti gli atti riguardante il centro diurno di Ponza.

Il Coordinatore a seguito di questo annuncio ha ordinato di verbalizzare che il centro diurno di Ponza si è trasferito in una nuova struttura ed ha cambiato denominazione: da Faro a Veliero.

Il Comitato a questo punto prende atto di tale cambiamento e da mandato all’Ufficio di Piano di provvedere al trasferimento delle somme in parola.

Ma al di là degli atti, delle parole, questi progetti si fanno per assistere chi ha veramente bisogno di assistenza e per questo che siamo preoccupati e ci chiediamo che cosa è successo e perché il Comune di Ponza non ha incassato i finanziamenti per i progetti socio-sanitari.

 Se Ponza non ha incassato il finanziamento a chi diamo la colpa? Il Responsabile del Servizio si è dimenticato di rendicontare le spese sostenute dal  centro diurno?

Riteniamo comunque strana la dimenticanza del Responsabile del Servizio del Comune di Ponza anche perché il Coordinatore del Distretto 5 è spesso a Ponza per cui ci sembra inverosimile che il Responsabile Territoriale non abbia avvisato il Responsabile Locale che i tempi per la presentazione delle rendicontazioni stavano scadendo.

Ma allora perché non è stata fatta la rendicontazione?

Nell’interesse di tutti i fruitori dei servizi sociosanitari espletati dal Centro Diurno e per fare chiarezza sull’accaduto chiediamo al Sindaco e al Responsabile del Servizio quanto segue:

  • quanti denari erano stati finanziati per mantenere in vita il nostro Centro-Diurno?
  • dal momento in cui sembra che ci lavori solo una ragazza (non sappiamo se qualificata o no) con 700 euro, quante e quali sono le spese del Centro Diurno?
  • quali sono i progetti portati avanti?
  • perché l’assistenza domiciliare è svolta da personale non qualificato e con lavoratori stranieri?
  • Perché il bando per la gestione dei servizi sociali scaduto nel 2014 non viene rinnovato?

Siamo a conoscenza che a Ponza non tutti vivono di turismo e non tutti hanno un reddito che gli consenta di sopravvivere, per cui ogni aiuto – piccolo o grande che sia – diventa vitale per chi ne ha necessità. Diventa vitale anche un sostegno psicologico, una azione ricreativa nei confronti dei più giovani e i più anziani per cui siamo preoccupati che questo Centro Diurno che vive nell’isola da diversi anni – prima si chiamava il Faro oggi il Veliero – possa perdere finanziamenti e peggio possa essere gestito con poca competenza organizzativa”.

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