L’antenna della discordia che spacca la maggioranza e interessa alla guardia di Finanza

Un momento del Consiglio comunale dell'11 novembre

E’ probabile che se in un ordine del giorno di un qualsiasi Consiglio comunale d’Italia ci siano punti relativi a temi complessi come il bilancio o il piano regolatore, allora una maggioranza non perfettamente coesa proponga la chiusura e una seconda seduta. Ci può stare. Come accaduto a Formia qualche sera fa quando l’assise è stata sospesa dopo un fitto conciliabolo tra i membri della maggioranza a ridosso dello scranno del sindaco per … un’antenna di telefonia (foto in alto). Eh sì, avete capito bene per un’antenna. Tanto è vero che il Consiglio è stato riconvocato per sabato mattina in prima seduta ed, eventualmente, di nuovo lunedì.

Ma perchè così tanto rumore per così poco in un momento mai delicato e precario come quello attuale per l’amministrazione comunale che, a distanza di pochi giorni dalla perdita dell’ennesimo pezzo di maggioranza, Alessia Valeriano, dopo un fiume di dimissioni da quando è all’interno, rischia nuove defezioni e la caduta? Dopotutto ci sono cose ben più importanti da affrontare.


antennaMa veniamo al dunque. In località Pietra Erta a Formia c’è l’unico terreno di proprietà privata che ospita una antenna ricetrasmittente per la telefonia della compagnia Vodafone. Questo terreno è di proprietà della società Fonte Verde. Quindi tutte le altre sono disposte su luoghi di proprietà pubblica organizzata secondo un piano ben preciso. In verità anche per disporre questa antenna il Comune aveva fatto ricorso al Tar chiedendo l’annullamento dell’accordo col privato, ma il Tar ha giudicato il Comune di Formia soccombente. Il Comune di Formia, però, ha deciso di non fare ricorso.

L'ex assessore all'urbanisitca Giuseppe Masiello
L’ex assessore all’urbanisitca Giuseppe Masiello

Detto questo, sotto la gestione dell’assessorato all’urbanisitica dell’ex assessore Giuseppe Masiello, le società vengono invitate a produrre una proposta da portare a votazione in Consiglio comunale con lo scopo di ottimizzare l’installazione di antenne e non permettere che vi sia un proliferare indiscriminato di impianti, privilegiare il pubblico e delocalizzare l’impianto sul palazzo comunale. Perchè ogni società ha la propria antenna, ma queste possono però condividere uno stesso supporto. La variante al piano antenne (chiamiamolo così per semplificare) viene votata il 19 novembre 2014 – accogliendo tra le altre cose “l’eccezione dell’antenna di via Pietra Erta” riconosciuta dal Tar -, approvando contemporaneamente però anche un emendamento che prevede sì il riconoscimento dell’impianto Vodafone nel terreno della società Fonte Verde sul proprio suolo, ma impedisce nuove installazioni.

h3gCome se niente fosse passa meno di un mese e il 12 dicembre, sempre del 2014, la società Fonte Verde propone una nuova installazione, questa volta per conto della società H3G eccependo che il pronunciamento del Tar che ha sancito corretta l’installazione della prima antenna si riferisce all’intero terreno e non solo al palo per l’installazione di un’antenna e che quindi su quello stesso terreno se ne possono mettere delle altre. Il settore urbanistica, non certo sul da farsi, chiede un parere all’avvocatura comunale e al segretario generale, circa la possibilità di estendere o meno la validità del provvedimento del Tar a tutta l’area o mantenendola limitatamente al palo, ipotesi questa fatta propria dal Consiglio comunale nemmeno un mese prima.

L’avvocatura comunale, a marzo, e poi la commissione urbanistica, a luglio, decidono di rinviare il punto al Consiglio comunale. Ed eccoci qua, allo scontro di qualche sera fa. E’ chiaro che l’interesse del Comune è quello di monetizzare nelle casse dell’ente e della collettività gli introiti di fitto dell’antenna che, ricordiamo, possono variare tra i 50mila e 100mila euro l’anno per ogni antenna. Una bella cifra. Eppoi scongiurare rischiosi precedenti sui quali altri privati possono fare leva in futuro.

L'imprenditore e amministratore della società Fonte Verde Maurizio Simeone
L’imprenditore e amministratore della società Fonte Verde Maurizio Simeone

Ma chi è la società Fonte Verde? La società è di Maurizio Simeone, imprenditore noto anzitutto per la sua attività di olicultura in località Gli Archi, per la quale già durante la passata amministrazione comunale condusse, insieme ad altri – tra i quali si ricordano i più combattivi dai banchi dell’opposizione Sandro Bartolomeo e Mariarita Manzouna propria battaglia a difesa dell’ambiente e di quella importante macchia mediterranea nel tessuto urbano della città. Oltre che ovviamente una importantissima risorsa imprenditoriale del territorio. Insomma un indubbio patrimonio sia pubblico che privato, da preservare dal monumentale progetto di Michele Forte per la costruzione di un nuovo cimitero da realizzarsi in luogo del vasto uliveto. E l’amministratore unico di Fonte Verde, ha fatto sentire la propria voce, producendo una corposa nota con le proprie obiezioni. Siamo alla decisione finale, come si esprimerà il Consiglio comunale?

Lungi da noi, come scelta editoriale ormai consolidata da tempo, seguire il volgare gossip o, peggio ancora, le sensazionalistiche ipotesi di complotto. Crediamo però, a onor del vero, di avere il dovere di rimanere nella sfera dell’interesse pubblico e segnalare l’esistenza del rapporto che lega lo stesso Simeone alla delegata dell’amministrazione comunale alla legalità e alla trasparenza Patrizia Menanno, senza che ciò abbia alcun particolare significato o legame con i contenuti e gli esiti della vicenda. Ma, ripetiamo, per fornire un quadro il più trasparente, chiaro e senza ombre su una vicenda che riguarda il Comune e alcuni dei suoi amministratori.

Tutto l’incartamento relativo all’iter del quale abbiamo parlato ha destato l’attenzione anche gli uomini della Guardia di Finanza di Formia che nei giorni scorsi si sono recati negli uffici comunali del settore urbanistica per prelevare quei documenti utili a capirci di più.