“La Tenda del buon gioco”: è partita la campagna “No slot” della Consulta Diocesana

“La Tenda del buon gioco”: è partita la campagna “No slot” della Consulta Diocesana

La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali di Gaeta prosegue l’attenzione nei confronti della patologia da gioco d’azzardo, una piaga sociale che sta distruggendo famiglie e comunità. Da domenica 22 novembre è partita da Scauri “La Tenda del buon gioco. No slot”: un gazebo per incontrare le persone e promuovere capillarmente una cultura alternativa a quella del gioco d’azzardo favorendo la relazione e il gioco di relazione. Prossimi appuntamenti il 13 dicembre in Piazza S. Francesco a Fondi, presso il lungomare di Serapo a Gaeta il 24 gennaio, a piazza San Rocco a Castelforte il 28 febbraio ed infine a piazza della Vittoria a Formia il 13 marzo.

L’impegno è iniziato a marzo 2015 nell’incontrare i sindaci o i delegati di molte amministrazioni comunali presenti nel territorio per promuovere l’adesione al “Manifesto dei Sindaci contro il gioco d’azzardo” per contenere l’accesso e ridurre l’offerta delle sale gioco. A maggio 2015 a molte scuole è stato proposto un itinerario formativo per la prevenzione da gioco d’azzardo, con la possibilità di coinvolgere, oltre che gli alunni, anche i genitori. A giugno 2015 è stato organizzato un convegno a livello intercittadino, con la presenza di alcuni amministratori, per individuare le dinamiche e gli interessi che muovono l’industria dell’azzardo oltre a ricercare delle possibili piste operative per arginare questo dramma sociale.

Con la Tenda del buon gioco si cercherà di sensibilizzare la cittadinanza alla dipendenza dal gioco d’azzardo come patologia e non semplice fenomeno sociale nonché si raccoglieranno firme per la petizione lanciata a fine ottobre affinché il governo ritiri dalla legge di Stabilità il bando previsto per l’apertura di altre 15 mila sale giochi e il Parlamento proponga urgentemente una legge per la regolamentazione del settore al fine di ridurre il gioco e vietare la pubblicità sempre più asfissiante di ogni genere di scommesse possibili e immaginabili. Il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero, e produce sofferenza psicologica, di relazione, educativa, materiale, di aspettativa di futuro; per questo verrà diffuso lo slogan: “Il gioco è un azzardo. Scommetti su di te”.

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