Comunità Montana, Fondi “uber alles”: pronto un altro presidente dalla Piana

Fondi “uber alles”. Sopra tutti, lassù in collina: per la XXIIesima Comunità Montana, da sempre saldamente in mano a Forza Italia, è dietro l’angolo un nuovo presidente direttamente dalla Piana. Che, nel caso, andrebbe a rappresentare il terzo consecutivo pescato dalla pianura fondana, su un totale di quattro. Una staffetta consolidata.

Nel 2001, quando nacque dalla soppressione dell’ex XVIesima Comunità Montana, che abbracciava anche Comuni del frusinate, l’ente territoriale di via del Mare vide come primo presidente un lenolese, Germi Guglietta. Caso isolato. Concluso il proprio mandato, largo a una decennale dominazione fondana, pronta a protrarsi. Suo successore per un quinquennio, Onorato Di Manno, attuale assessore ai Lavori pubblici del Comune di Fondi. A seguire, il concittadino Marco Antonio Carnevale, in carica dal 2011 e pronto proprio in questi giorni a lasciare a sua volta il passo. Per chi? Visto che non c’è due senza tre, con tutta probabilità in favore di un altro concittadino. Nonostante uno schieramento di sei Comuni a costituire la Comunità – Campodimele, Lenola, Monte San Biagio, Fondi, Sperlonga e Terracina – la poltrona di presidente è virtualmente destinata a rimanere nei medesimi confini degli ultimi anni. Fondi “uber alles”, appunto.


*Il papabile*
Silvio Pietricola, il papabile

Almeno stando alle indicazioni piovute dall’alto nell’ultimo periodo. Che, non fossero disattese, porterebbero ai vertici di via del Mare l’ex assessore all’Ambiente della prima Giunta De Meo Silvio Pietricola. Uno dei due nomi scelti a fine settembre per rappresentare la maggioranza al governo del Comune di Fondi in seno al consiglio dell’ente montano. L’altro era stato quello di Sandra Cima, consigliere comunale di prima nomina nonché consorte di Carnevale, il presidente comunitario uscente: niente paura, nessuna poltrona pronta a passare di marito in moglie. I beninformati danno un Pietricola blindato. “Silvio c’è”, riprendendo lo slogan che all’epoca accompagnò la sua discesa in politica.

Per sapere se effettivamente ci sarà, rispettando i pronostici, bisognerà pazientare ancora qualche giorno. Il 25 ottobre, è stato fissato lo scioglimento per fine mandato degli attuali organi comunitari. “Morte” cui seguirà, a tre giorni di distanza, il primo consiglio della nuova era, durante il quale si procederà all’elezione di giunta e vertici. Tutto o quasi ampiamente scritto, all’apparenza, con gli unici problemi che – in considerazione degli equilibri del consiglio comunitario, dieci membri di maggioranza, otto di opposizione – potrebbero giungere solo da possibili franchi tiratori.