Valore Donna: “Don’t touch, solidarietà a Matteo Palombo, che ha avuto il coraggio di denunciare”

Valore Donna: “Don’t touch, solidarietà a Matteo Palombo, che ha avuto il coraggio di denunciare”

Voglio esprimere la mia solidarietà a Matteo Palombo, amico e collega di partito, vittima – secondo quanto emerge dall’inchiesta “Don’t touch” – di intimidazioni da parte di un deputato della Repubblica, oggi indagato per violenza privata”. A parlare è Valentina Pappacena, presidente dell’associazione “Valore Donna” di Latina ed esponente del direttivo comunale del Partito Democratico, con la responsabilità delle Politiche sociali.

Palombo – prosegue Pappacena – ha dimostrato con il suo gesto di fiducia nelle forze dell’ordine e nella giustizia che le mafie, di qualunque genere esse siano, non possono essere combattute a colpi di post sui social network, per poi restare zitti quando queste si manifestano mascherate e nelle loro sembianze più subdole. Palombo ha dimostrato che, denunciando, si ottiene un risultato, si può ottenere giustizia”.

Pappacena sottolinea che l’associazione “Valore Donna”è da sempre in prima linea contro le mafie e che da qualche mese ha instaurato una proficua collaborazione con il movimento delle Agende Rosse. Proprio con questa associazione dedita alla lotta contro la criminalità organizzata, Valore Donna ha partecipato ad incontri e dibattiti. La presidente Pappacena è stata ospite di una manifestazione a Palermo, la scorsa estate, in cui venivano ricordati i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ed a sua volta ha invitato le Agende Rosse ad intervenire durante la festa di “Valore Donna” che si è tenuta a luglio ed alla quale hanno partecipato anche il senatore del Partito Democratico Claudio Moscardelli, membro della commissione antimafia, e lo scrittore Paolo De Chiara, che ha parlato del suo libro in memoria di Lea Garofalo, vittima della ‘ndrangheta.

Pappacena sarà presente anche alla manifestazione che si terrà il prossimo 14 novembre a Roma in sostegno del giudice Nino Di Matteo e della sua scorta, da tempo nel mirino delle mafie, vittima di minacce dal carcere da parte di Riina e per il quale si ritiene sia già stato sventato un attentato a Palermo, dove sono stati trovati duecento chili di tritolo pronti all’uso. Un caso, quello di Di Matteo, sul quale Istituzioni e politica tacciono.

È questo uno dei maggiori problemi della lotta alla mafia: il silenzio. Un silenzio che può essere solo complice della criminalità, perché è dell’omertà che essa si nutre” – afferma Pappacena. “Un silenzio che da sempre caratterizza anche la città di Latina: ci si indigna il giorno stesso degli arresti, poi di nuovo la vita torna a scorrere in città nella solita indifferenza. E alle urne si votano sempre gli stessi, mentre è proprio dal voto che si può fare la differenza”.

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