Progetto “300 per cambiare Latina”: “Damnatio memoriae della stampa per la politica che viene dal basso”

Massimo Icolaro

“Nella nostra amena provincia che in campo nazionale ha dei tristi primati come quello di essere città tra le meno vivibili e tra le più corrotte in Italia dove vengono addirittura arrestati giudici e v’è una gran fetta della classe politica e dirigente della p.a. indagata e a rischio arresto, grave responsabilità è ravvisabile agli organi di informazione i quali tendono a “bannare” qualsiasi iniziativa popolare riferibile alla politica.

Il nostro “300 per cambiare Latina” è un progetto politico, più che un movimento è un sommovimento popolare, ormai schifato dall’intrallazume che ci sommerge e vorremmo che chi si è assunto l’onere e l’onore di fare cronaca lo facesse per davvero e non perchè pagato da qualcuno o peggio coinvolto con propri parenti anche di primo grado nella prossima competizione elettorale.


Come aderente a Rete Dei Cittadini in passato ed anche attualmente sono abituato ad essere ignorato dagli organi di informazione, ma non essere preso in considerazione da questi organi di informazioni sia virtuali che cartacei ed anche televisivi o radiofonici sa troppo di collusione, di partecipazione ad un sistema mafiopolitico allo scopo di fornire notizie del mondo locale della politica palesemente “drogate”, parzializzate, indirizzate, se non addirittura platealmente di parte anche perchè probabilmente “unte” finanziariamente oppure dette notizie o comunicati erano colpevoli di “non sollevare abbastanza interesse” nei lettori, ma come si fa a giudicare in anticipo?.

Molti appartenenti alle redazioni alla richiesta di eventuali motivazioni mi hanno fatto capire che a casa loro fanno che che vogliono, io controbattevo che la loro distorsione o il semplice ignorare le notizie faceva venir meno le condizioni di diritto di cronaca che loro stessi avevano scelto come lavoro, il quale va svolto con un minimo di coerenza e dedizione, altri farfugliavano che “era poco interessante la notizia” per una circostanza senza precedenti come quella di una vera politica dal basso, nata tra la gente, senza megafoni e riferimenti politici a livello nazionale ha invero dell’inusuale e loro mi davano risibili giustificazioni… non avevo parole… una vera e propria “damnatio memoriae” per la politica che viene dal basso. Avevo così la conferma del giornalismo di parte indirizzato e probabilmente pagato e non riesco tuttora a percepire la differenza rispetto alla pura e semplice pubblicità.

Non c’era paragone tra la gran mole di informazioni che mandiamo ai giornali, quasi mai riportate se non a carattere sporadico o didascalico spesso a carattere biennale (una notizia sola riportata in 2 anni da certi quotidiani online che pensano solo ai like su Facebook) al semplice peto riportato come notiziona roboante e rivoluzionaria di certi personaggi vuoti ed inconsistenti a livello propositivo, in naftalina da anni e riesumati alla politica nostrana, certi furbastri che fanno dell’associazionismo (indirizzato ad essere serbatoi di voti) un modo diverso di consociativismo, o personaggi politici discussi ed anche indagati ma appartenenti a partiti noti.

Fortunatamente il diritto di cronaca per alcuni giornalisti, che bisogna ringraziare di esistere, c’è e mi è stato dimostrato, spero solo che le nostre proposte vadano ad essere riportate ad un un numero sempre crescente di cittadini e non ad essere bannate ancora in modo indirizzato, irragionevole ed intellettualmente disonesto, se non altro per diritto di cronaca”. Lo dichiara in un comunicato Massimo Icolaro del progetto politico “300 per cambiare Latina”.