Latina, Valore Donna: “Servizi sociali sordi davanti a un cittadino malato”

Valentina Pappacena

“Pensavo che con l’arrivo del commissario prefettizio si sarebbe data più attenzione alle funzioni sociali del Comune. Invece con rammarico devo ammettere di aver constatato direttamente lo stesso atteggiamento insensibile e poco consapevole da parte dei Servizi sociali”.

A commentare duramente l’operato degli assistenti sociali del Comune di Latina è la presidente dell’associazione “Valore Donna”, Valentina Pappacena, che racconta: “Nei giorni scorsi, una persona assistita dalla mia associazione ed affetta da una grave malattia, peraltro nella sua fase terminale e peggiore, sotto sfratto entro il prossimo 18 novembre, si è sentita dare una risposta assurda dagli assistenti sociali del Comune di Latina, ai quali si era rivolta per chiedere aiuto”.


In sostanza, una coppia di coniugi di Latina dovrà lasciare il proprio appartamento il 18 novembre prossimo. Il marito, a causa di una grave forma tumorale, non può più lavorare perché deve sottoporsi periodicamente alle chemioterapie e sono iniziate le difficoltà economiche hanno a loro volta causato i problemi con la casa. Moglie e marito, recatisi ai servizi sociali, sono stati “liquidati” con l’affermazione che avrebbero dovuto trovarsi un altro appartamento.

“Mi chiedo adesso: come può un cittadino trovarsi una nuova casa in quelle condizioni: malato, senza lavoro e quindi senza busta paga, senza garanzie da portare a banche ed a nuovi proprietari? Ritengo – continua Pappacena – che questo comportamento da parte dei Servizi sociali, che dovrebbero essere dalla parte dei cittadini più deboli, offenda l’essere umano. Ritengo che la situazione di questi coniugi pontini vada risolta al più presto, considerato anche il poco tempo che resta da vivere al marito. La dignità degli ultimi mesi di vita di quest’uomo va tutelata”.

Un episodio assurdo e sul quale Pappacena vuole chiedere al commissario Giacomo Barbato ed al prefetto di Latina Pierluigi Faloni, un intervento immediato. È per questo che, in qualità di presidente di “Valore Donna”, ha protocollato un’altra – l’ennesima – lettera in Comune per chiedere un incontro a Barbato.

“Spero in un riscontro, questa volta, visto che le mie precedenti richieste non hanno sortito alcun effetto, nonostante riguardassero casi di grave indigenza”.