Coop Formia, l’Usb striglia la Uiltucs

Un presidio Usb a Formia

Come appreso dalla stampa locale della Provincia di Latina, secondo il segretario della UILTUCS, Gianfranco Cartisano, il futuro delle tante lavoratrici e lavoratori dipendenti della UNICOOP Tirreno dipenderebbero dall’affitto dell’immobile, dal reparto /pescheria e dalla incapacità gestionale del punto vendita di Formia. Non solo, come riportato nell’articolo, il tutto sembra essere derivato dalla mancata partecipazione del segretario della UILTUCS a dei confronti con la UNICOOP, che ha deciso di gestire il punto vendita senza prima confrontarsi proprio con il segretario confederale”.

Lo dichiara in una nota l’USB Federazione di Formia.


“Se il comportamento del segretario della UILTUCS, sarebbe stato identico a quello che nelle settimane scorse lo ha visto protagonista sempre a Formia… allora la UNICOOP Tirreno ha una motivazione in più per non incontrare “questo” segretario.

Il ruolo dei confederali all’interno della UNICOOP Tirreno è ben chiaro: è già stata sconfitta dalle lavoratrici e lavoratori, insieme alla USB, nella Campania, ove si è cercato di svendere ad un privato la storia della cooperazione in Campania, i diritti dei lavoratori ed il concetto stesso della democrazia.

Forse il segretario della UILTUCS si è scordato l’hotel Metropole a Roma il 21 novembre 2013, giorno in cui mentre i confederali trattavano gli esuberi, USB Commercio denunciava la gravità della crisi e la subalternità di queste organizzazioni sindacali che come unico interesse era la sopravvivenza dei propri apparati burocratici ai danni dei diritti e salario dei lavoratori.

La USB si era già espressa contro l’accordo sottoscritto dalla stessa mano (UNICOOP-CGIL-CISL-UIL) che prevedeva grossi sacrifici delle lavoratrici e lavoratori e che non risolvevano il grave problema delle crisi generale e del commercio.

Ci sono voluti 2 anni di sacrifici di questi lavoratori per far capire al segretario della UILTUCS che la soluzione del problema alla radice non è il taglio dei diritti e del salario dei lavoratori. Diversamente si dovrebbe mettere in primis una lotta di classe a difesa di questi diritti e non svenderli come sempre e a chiunque”.

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