“La buona scuola… sporca”, sciopero dei lavoratori il 7 ottobre

“La situazione che riguarda i quasi mille lavoratori appalti storici ed ex Lsu che operano nelle pulizie di tutti i plessi scolastici della provincia di Frosinone e Latina, già più volte denunciata non è più sostenibile”.

Lo affermano in una nota unitaria le organizzazioni sindacali Cgil Filcams, Giovanni Gioia, Fisascat Cisl, Claudio Baroncini, Uiltucs Uil, Gianfranco Cartisano che, parimenti, annunciano uno sciopero da tenersi per il 7 ottobre, dalle ore 9, presso il Provveditorato agli studi di Latina.


“A febbraio 2014, a seguito della gara Consip, è stato assegnato l’appalto delle pulizie delle scuole del lotto 5 alla RTI Ma.ca., Servizi Generali e Smeraldo). Fin dall’inizio dell’appalto i lavoratori hanno subito soprusi e vessazioni di ogni tipo: dal mancato pagamento degli stipendi, decurtazione dei parametri orari, non riconoscimento degli istituti di Legge previsti (Legge 104, Malattia, maternità ecc…,), mancato rispetto degli accordi governativi raggiunti e sottoscritti dalle imprese stesse. La platea interessata è composta soprattutto da lavoratrici part-time che lavorano 1-2 ore al giorno per pulire più di dieci aule anche a 30-40 chilometri di distanza dal loro luogo di residenza.

Per denunciare la situazione venutasi a creare sono stati fatti incontri con il Miur, anche alla presenza del Ministero del Lavoro, all’U.S.R., con le istituzioni locali. Si sono tenute manifestazioni, iniziative pubbliche, 31 luglio 2015 un incontro presso la Presidenza del Consiglio dove si è illustrata la grave condizione in cui versano tali lavoratrici e lavoratori.

Il Ministero dell’Istruzione, a seguito di un incontro specifico per il lotto 5, ha inviato un documento a Consip con l’evidenziazione di tutte le inadempienze relative al contratto di appalto, non solo riferibili alle condizioni lavorative denunciate attraverso un documento stilato dalle OO. SS., ma anche rispetto all’esecuzione dei servizi affidati alla RTI Ma.Ca.-Servizi Generali-Smeraldo.

Nella giornata del 29 settembre, sono stati stanziati per la prosecuzione e il decoro degli edifici scolastici dal Consiglio dei Ministri ulteriori 50 milioni di euro per il 2015 e 10 milioni di euro per il 2016, a valere sul fondo per lo sviluppo e la coesione. Questo è un risultato molto importante frutto anche delle lotte che le lavoratrici e i lavoratori hanno sostenuto in questi mesi (l’ultima la manifestazione sotto il Miur a Roma del 23 luglio 2015).

A maggior ragione queste aziende che non rispettano il capitolato di appalto e che vessano i lavoratori non hanno più scuse. Come mai vengono lasciate indisturbate dalla pubblica committenza? E ancora la giustificazione che queste tre aziende (Ma.ca Servizi Generali e Smeraldo) continuano a porre scaricando tutta la responsabilità sulla pubblica amministrazione (rispetto al ritardo nei pagamenti ecc…) si verifica solo sul lotto 5 (Frosinone e Latina)? In tutto il resto d’Italia (visto che l’appalto scuole riguarda tutto il Paese) come mai le aziende riescono a pagare i lavoratori?

È possibile che nonostante le sollecitazioni e le denunce presentate dallo stesso Consip, gestore del contratto di appalto e ANAC non intervengono con una posizione netta: espellere dagli appalti pubblici le aziende che non rispettano i contratti d’appalto e che attuano queste gravi vessazioni nei confronti dei lavoratori?

Per senso di responsabilità continuano a pulire le scuole anche senza stipendio, ma è ineludibile il disagio dei bambini e dei genitori che frequentano gli istituti scolastici di Frosinone e Latina, in quanto la buona volontà non può durare ancora molto e la situazione degli addetti alle pulizie sta volgendo alla disperazione

Abbiamo inviato una nota a tutti i dirigenti scolastici, alla rete degli studenti, ai comuni, ai Prefetti di Frosinone e Latina, a tutti i gruppi parlamentari, alla Presidenza della Camera, del Senato e del Consiglio dei Ministri, nonchè alla stampa nazionale e locale per aggiornarli sulla vicenda e per informarli dello sciopero indetto per il giorno 7 ottobre a Latina, dove si terrà una manifestazione sotto l’Ufficio Scolastico Provinciale dalle ore 9; il giorno 9 ottobre a Frosinone con l’indizione di un’assemblea pubblica, dalle ore 9, presso la sala conferenze della Cassa Edile in via Tiburtina 4.

Ad entrambe le iniziative parteciperà anche una delegazione degli studenti che hanno espresso solidarietà ai lavoratori coinvolti e, in quella del 9 ottobre a Frosinone ci sarà anche un corteo per le vie della città organizzato dalla Rete degli studenti contro la “Buona Scuola” a cui i lavoratori si uniranno.

Le iniziative proclamate vogliono una volta per tutte porre l’attenzione su un problema che assilla, non solo i lavoratori di questi appalti, ma l’intero Paese:

il 9 luglio 2015 la Camera ha approvato “La Buona Scuola” (Legge 13 luglio 2015, n. 107). Quando si usa il termine “Buona Scuola” si è tenuto conto del fatto che una scuola sporca di per se non può essere bella? I soldi pubblici si potrebbero spendere meglio controllando la genuinuità degli appalti e rendendo un servizio migliore agli utenti e ai lavoratori interessati?

Per tutti questi motivi la Filcams Cgil, la Fisascat Cisl e la Uiltucs Uil si appellano direttamente alla sensibilità e alla responsabilità del Presidente del Consiglio e del commissario dell’Autorità Anticorruzione Cantone per intervenire e dirimere questa drammatica vicenda rispetto ai gravi disservizi nelle scuole, all’emergenza occupazionale, alla violazione dei diritti, delle tutele dei lavoratori, delle normative di Legge, e, soprattutto, di sperpero e/o comunque non corretto utilizzo di denaro pubblico. Non abbiamo bisogno di proclami ma di soluzioni”.