Camorra degli stracci a Cisterna, la Procura chiede 35 anni di reclusione

Chieste condanne, per un totale di 35 anni di reclusione, nel processo alla cosiddetta camorra degli stracci. Il pm dell’Antimafia di Roma, al termine della sua requisitoria, ha chiesto 10 anni di reclusione per Pietro Cozzolino, 61enne, 10 anni per il fratello Simone, 68enne, ex collaboratori di giustizia, 8 anni per il nipote Vincenzo Cozzolino, 43enne, e 7 anni per il nipote Vincenzo Scava, 37enne, accusati di estorsione con modalità mafiose ai danni dell’imprenditore di Cisterna, impegnato nello stoccaggio degli abiti usati, Alfonso Balido.

I quattro, dopo la denuncia di Balido, vennero arrestati dai carabinieri a Ferentino, dove l’imprenditore aveva dato loro appuntamento per la consegna del denaro, avvertendo i militari dell’Arma che organizzarono la trappola. Secondo la Dda, gli imputati avrebbero cercato di estorcere denaro all’azienda di stoccaggio, infiltrandosi così nel business delle pezze che, raccolte nei cassonetti gialli dislocati a Roma, venivano vendute a Balido e da lui portate alle ditte campane che si occupano della cernita e della sanitizzazione, per poi immettere quegli abiti sul mercato.


Dopo il pm a parlare è stato l’avvocato Giusi Grigoli, difensore di Scava, mentre nella prossima udienza, fissata dal Tribunale di Latina per il prossimo 6 ottobre, sono previste le arringhe degli altri difensori e la sentenza.