Siulp Latina: “Polizia Stradale in altre province. Quale utilità?”

E’ oltre un anno che il sindacato di polizia SIULP ha rappresentato che le pattuglie della Polizia Stradale di Latina, che dovrebbero vigilare di norma il territorio pontino, vengono invece utilizzate in territori di altre province in virtù di poco comprensibili  dinamiche di gestione che vengo descritte “Alto Impatto”. Dai vertici del Compartimento Polizia Stradale Lazio.

“Impatto – denuncia la Segreteria Provinciale Siulp Latina – che in realtà ad oggi viene percepito solo  dagli agenti della Polizia Stradale, che, in virtù di tali incomprensibili dispositivi, sono continuamente sottoposti a turni stressanti, e dai cittadini della provincia di Latina, posto che ulteriore conseguenza di tali dispositivi  è quella di lasciare scoperto il territorio pontino.


Non possiamo non chiederci che senso ha avere presidi della Polizia Stradale se poi quel personale deve andare a presidiare altri territori. E’ pur vero che le competenze delle sezioni polizia stradale non seguono il modello delle Questure che limitano ai confini della provincia le loro competenze, ma ciò ha un senso se viene inteso con la necessità di coprire le tratte delle strade principali, che in alcuni casi suggeriscono moduli diversi da quelli della competenza provinciale, ma certo ciò non giustifica né rende comprensibile il ricorso continuo a tali possibilità.

Cosa c’è di strategicamente utile nel far partire pattuglie da Latina per impiegarle in autostrada:  qualcuno si è mai chiesto quanto tempo impiega nel viaggio di andata e ritorno quella determinata pattuglia? A volte ore, e di conseguenza, atteso che il turno di servizio dura sei ore, quanto tempo reale quella pattuglia potrà essere effettivamente impiegata?

Ci chiediamo e vi chiediamo… in un contesto odierno dove è ancora in discussione l’introduzione del cosiddetto omicidio stradale che di fatto dovrebbe inasprire le pene per coloro i quali provocano disastri autostradali e in stato di alterazione psico – fisica per uso di alcol o sostanze stupefacenti, se è utile e strategico distogliere i controlli di polizia dal naturale territorio di competenza per porli in essere in altre province.

A seguito del consolidarsi di questa per noi deleteria, dannosa, ed incomprensibile gestione è in atto una dura contrapposizione tra i sindacati che rappresentano i poliziotti della stradale e  i vertici del compartimento polizia stradale, con pericolose ricadute sull’efficienza dei servizi. Tanto per dirne una, a oggi non è stato siglato l’accordo affinché si possa comandare la reperibilità, che tradotto significa che nessun dipendente può essere impiegato quale reperibile, con immaginabili e prevedibili effetti.

Ci chiediamo a questo punto chi ha davvero a cuore la Polizia Stradale e chi ha interesse a farla funzionare, così come ci chiediamo quale sia la reale strategia e volontà del compartimento Polstrada Lazio, a noi rappresentanti dei poliziotti non è dato conoscerla, sarebbe utile se almeno la conoscessero i cittadini che tanto contano su questa storica e amata specialità della Polizia di Stato”.