Prc Formia: “Buona Scuola? Situazione drammatica”

Prc Formia: “Buona Scuola? Situazione drammatica”

La scuola italiana sta per essere trasformata alle radici dalla Controriforma Renzi, votata in fretta da un Parlamento in balìa di un governo prepotente con i cittadini, ma pavido esecutore delle politiche di austerità imposte dalla TROYKA ( Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale).

La “mala scuola” di Renzi produce rapidamente: GERARCHIZZAZIONE AUTORITARIA: annulla i poteri, le pratiche democratiche e collegiali degli organi di governo della scuola, sottraendola ai suoi protagonisti reali (docenti, studenti e genitori) e portando invece al comando un uomo solo: il Dirigente scolastico; PRIVATIZZAZIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO, trasformando un servizio a domanda individuale, disponibile a rispondere alle richieste dei finanziatori privati, dei partners necessari alla generalizzazione di scuola/lavoro, creando di fatto scuole di serie A (per i ricchi) e scuole di serie Z (per i poveri); COMPETIZIONE ESASPERATA, antipedagogica fra insegnanti, studenti, scuola e territori fra di loro. Tutti impegnati l’un contro l’altro a conquistare il posto di lavoro, i premi stipendiali, nuove iscrizioni e maggiori finanziamenti anche da privati; PRECARIZZAZIONE STRUTTURALE DEL PERSONALE DOCENTE, anche di chi è già in ruolo con grave limitazione della stessa libertà di insegnamento grazie alla possibilità della chiamata diretta del Dirigente e alla sua facoltà di poter scegliere anche fra gli insegnanti di ruolo; CONFERMA I FINANZIAMENTI PUBBLICI alle scuole paritarie (private). Altri milioni di euro che si aggiungono al fiume di denaro che, direttamente o indirettamente, lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali versano nelle casse delle scuole private; IL RICORSO ALLA DELEGA, per una quantità infinita di materie importanti senza indicazioni precise dei limiti della delega stessa, senza ulteriori passaggi parlamentari, tanto meno per gli organismi di tutela e controllo della scuola; PERSONALE ATA A RISCHIO – il prossimo anno scolastico – di licenziamento per effetto della mobilità del personale delle province.

Avremo dunque una scuola della disuguaglianza, della selezione di classe, fuori dal dettato della Costituzione in sintonia con Jobs Act, Sblocca Italia, riforma costituzionale, legge elettorale. In realtà il ddl «mala scuola» prepara la fine della scuola della Repubblica e della Costituzione, in quanto la scuola non sarà più luogo della formazione di cittadine e cittadini liberi ed uguali, della garanzia del diritto allo studio per tutte e tutti, ma la scuola che enfatizzerà le differenze di territorio, di condizione economica e di classe sociale.

Il governo sta lavorando purtroppo in questo senso. Infatti non solo distrugge dall’interno la scuola pubblica ma impedisce ai futuri cittadini di poterne usufruire. Oltre al ddl «mala scuola» infatti si è intervenuti anche sull’accesso all’università. Come? Ad esempio cambiando i parametri del calcolo dell’ISEE. Secondo la Rete della conoscenza il 25 per cento degli studenti universitari italiani saranno esclusi dalle borse di studio a causa della riforma del nuovo ISEE, il nuovo indicatore della situazione economico-patrimoniale adottato lo scorso gennaio.

Per gli studenti la situazione è drammatica: il conteggio dei redditi esenti ai fini Irpef e la rivalutazione del patrimonio immobiliare per il calcolo dell’Imu costringeranno migliaia di borsisti in graduatoria a non ripresentare la domanda, certi di essere esclusi dal beneficio di un diritto fondamentale. Gli studenti risulteranno quindi più ricchi pur non avendo avuto alcuna variazione di reddito e per questo dovranno pagare addirittura tasse universitarie più salate.

La conseguenza è che migliaia di ragazzi e ragazze saranno costretti a rinunciare al diritto allo studio. Così come non risolve definitivamente l’annoso problema dell’insufficiente numero di docenti di sostegno. Per questo anno scolastico l’organico complessivo impegnato sul sostegno rimane fermo all’80% del necessario (fonte http://www.redattoresociale.it/). La risposta alla «mala scuola» di Renzi deve consistere in un’agenda fittissima di iniziative: mozioni nei collegi docenti, manifestazioni e scioperi che rendano impossibile l’attuazione di quanto previsto dalla controriforma.

E’ necessario lottare per una scuola che sia: laica, pubblica e gratuita, inclusiva e antirazzista, antifascista e democratica e soprattutto palestra di resistenza!

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