Case popolari al clan, l’Ater gli chiese di comprarle

Case popolari al clan, l’Ater gli chiese di comprarle

Dopo la latitanza e l’arresto di Angelo Travali, membro del clan Travali – Di Silvio, spunta una proposta informale all’acquisto degli immobili sequestrati nelle scorse settimane e in uso alla famiglia dell’uomo, con la quale la stessa Ater ne chiede nel 2012 l’eventuale interesse alla compravendita. Inoltre nella stessa rischiesta di dissequestro per gli immobili, attualmente murati, presentata al Riesame dal legale di Travali, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, ci sono anche i bollettini pagati all’Ater sin dal 2010 e addirittura un domanda di pagamento per le aree condominiali delle abitazioni di via Virgilio e di via Pier Luigi Nervi. Insomma una situazione che crea imbarazzo sia all’amministrazione comunale di Latina, che è chiamata a determinare le assegnazioni, ma anche all’Ater che non poteva non sapere, nonostante le parole del commissario, e, infine, alla Regione, che dovrebbe sorvegliare sia sul Comune che sulla stessa Ater.

Il commissario dell'Ater Fabrizio Ferracci

Il commissario dell’Ater Fabrizio Ferracci

“Nella città di Latina l’Ater ha svolto a partire dal 2014 un’azione energica e puntuale mirata a contrastare il fenomeno delle occupazioni abusive, fenomeno dietro il quale spesso si celano interessi malavitosi profondi. Dal 1 gennaio 2014 ad oggi sono stati recuperati 35 alloggi, 33 dei quali sono stati riassegnati secondo la graduatoria stilata dall’Ufficio Casa del Comune di Latina”. Con queste parole il commissario straordinario dell’Ater (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale) Fabrizio Ferracci ha commentato il blitz della Squadra Mobile della polizia di Latina che il 21 agosto scorso ha sequeastrato e murato quattro appartamenti nella disponibilità del ricercato Angelo Travali, in quel momento ancora latitante, situati in via Pier Luigi Nervi e via Virgilio. Secondo quanto disposto dal decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario su richiesta del sostituto procuratore Claudio De Lazzaro.

Angelo Travali

Angelo Travali

Il 29enne, conosciuto col soprannome “Palletta”, e membro della famiglia Travali – Di Silvio, era ricercato per una estorsione da circa 15mila euro, crimine commesso ai danni di un imprenditore di automobili del capoluogo, e per il cui reato già era stato arrestato il complice Francesco Viola. Anche lui viene poi trovato dalla Squadra Mobile e arrestato il 23 agosto scorso. Viene da chiedersi però perchè il Comune di Latina, al quale secondo la legge regionale numero 12 del 1999 spetta il compito delle assegnazioni, non si sia mai accorto dell’occupazione? Domanda legittima se si pensa che già nel 2012 la stessa Ater ha inviato una lettera con la proposta informativa di acquisto dell’immobile (occupato illegalmente!) all’attenzione del “Sig. Travali Angelo”. Solo oggi avviene il sequestro degli immobili illegalmente occupati da Travali, dalla famiglia composta da tre figli e la moglie, e dal fratello Salvatore (trovato con 11 dosi e 4mila euro in contanti ed ora in regime di arresti domiciliari), che li hanno con la loro presenza negati a chi ne era legittimo assegnatario. Eppure si tratta di un personaggio molto noto negli ambienti della criminalità locale, erede del Clan Di Silvio, con il quale è operativo già da molti anni. Ha infatti all’attivo già ben prima della richiesta dell’Ater, arresti per spaccio di stupefacenti, denunce per estorsione, evasione, sequestro di persona. Denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Condannato per ricettazione e rapina in concorso.

La sede dell'Ater a Latina

La sede dell’Ater a Latina

Eppure qualcosa non torna. Perchè infatti l’articolo 2 della già citata legge regionale (numero 12 del 1999) sull’edilizia redisidenziale pubblica, tra le altre cose, recita al punto “a” e al punto “f”: “La Regione e gli enti preposti alla costruzione ed alla gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica esercitano le proprie funzioni nel rispetto dei principi di carattere generale ed unitario determinati dallo Stato nonché dei seguenti principi:
a) garantire la finalità dell’edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa per i nuclei familiari in condizioni disagiate, agevolando il normale svolgimento del mercato delle locazioni;
f) garantire trasparenza sia nelle assegnazioni che nella gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa.”

E ancora all’articolo 3 della medesima legge: “Sono riservati alla Regione le funzioni ed i compiti amministrativi concernenti: a) l’indirizzo ed il coordinamento delle funzioni e dei compiti amministrativi attribuiti ai comuni …”. Insomma è vero che il Comune è responsabile riguardo alle graduatorie degli aventi diritto (c’è da chiedersi com’è possibile nessuno si sia accorto di nulla). Ma relativamente alle responsabilità anche la Regione detiene il compito di garanzia circa le finalità e la trasparenza sull’edilizia residenziale, oltre che di coordinamento dei Comuni. Anche perchè va ricordato a questo proposito che il presidente del Cda e lo stesso Cda Ater sono nominati dal Consiglio regionale di competenza, in questo caso quello del Lazio.

zingarettiNon rispecchiano dunque completamente la realtà indicata dalla legge sull’ediliza residenziale, le parole del commissario dell’Ater Ferracci che, nello stesso comunicato di cui abbiamo fatto riferimento in apertura, afferma: “la procedura per l’assegnazione di alloggi erp, generalmente conosciuti come “case popolari”, disciplinata dalla Legge Regionale 12 del 1999 e successive modifiche, attribuisce ai Comuni le funzioni e i compiti amministrativi per l’accertamento dei requisiti soggettivi per l’accesso ai benefici dell’edilizia residenziale pubblica nonché per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa, ivi compresi l’elaborazione e l’emanazione dei bandi di concorso. Pertanto non esiste alcuna responsabilità dell’Ater in ordine all’accertamento dei requisiti soggettivi per ottenere un alloggio e all’assegnazione dello stesso”.

Questo perchè relativamente ai piani di cessione, quindi quando si formalizza una richiesta di acquisto, come accaduto con Travali, l’Ater è chiamata dal punto “b” dell’articolo 5 sempre della legge 12 del 1999 a condurre “la gestione tecnico-amministrativa ed economica del patrimonio di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa e delle altre unità immobiliari nonché la proposta alla Regione, sentiti i comuni, ai fini dell’adozione dei piani di cessione degli alloggi stessi”. Cioè l’Ater doveva sentire il Comune e invece nella stessa richiesta pare che ciò non sia affatto avvenuto.

Insomma l’Ater la costituisce e la controlla la Regione, che inoltre demanda ai Comuni le assegnazioni e ne monitora e garantisce le attività, eppoi mette in relazioni i due enti. Eppure nessuno sapeva degli inquilini di ben quattro appartamnti. Nessuno sapeva della richiesta di acquisto degli immobili a tal Angelo Travali, nessuno sapeva che lo stesso Travali pagava i bollettini precompilati dalla stessa Ater dal 2010 e che, infine, ancora l’Ater gli chiede il pagamento del condominio per le aree comuni. Insomma, per questi motivi, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, legale di Travali, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Latina per il dissequestro degli immobili. A commento della presentazione dell’istanza di dissequestro l’avvocato Cardillo Cupo ha commentato: “Leggere le dichiarazioni mediatiche e poi leggere la realtà dei documenti è stato come vivere due dimensioni parallele”.

Il video della Polizia di Stato che mostra le abitazioni al momento del sequestro, diffuso da LatinaPress.

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