Lenola, poltrone e “ricatti”: botta e risposta tra il ribelle De Filippis e la maggioranza

*Lucio De Filippis*

Lui sostiene di non riconoscersi più nella maggioranza, gli altri dicono di sentirsi vittime di una sorta di ricatto. La guerra fratricida tra il consigliere comunale Lucio De Filippis, che al termine dell’ultimo consiglio ha abbandonato il gruppo di maggioranza di “Lenola Rinasce”, e gli ormai ex sodali prosegue. Tra reciproci scambi d’accuse e parole non dette, volano gli stracci.

Le istituzioni non possono diventare dei contenitori da riempire e da occupare, senza una funzione obiettivo condivisa, o con una funzione obiettivo incerta o poco efficace”, aveva commentato il renziano “ribelle” a margine della dipartita, auspicando un’amministrazione dinamica, orizzontale e più vicina alle esigenze dei cittadini. All’origine dell’abbandono, ufficialmente, il niet dell’amministrazione a tre emendamenti al bilancio di previsione presentati da De Filippis durante il consiglio che ha sancito la rottura, riguardanti la tutela del patrimonio naturale, lo stanziamento di fondi per gli orti sociali e il turismo. “Ho avvertito il dovere di presentare questi emendamenti, quando non li ho visti recepiti ed inseriti nello schema di bilancio approvato dalla Giunta. Cioè solo quando ho avuto conferma che le mie segnalazioni, i miei colloqui con gli assessori e soprattutto con il sindaco erano, ancora una volta, caduti nel vuoto senza nemmeno entrare da un orecchio per poi velocemente uscire dall’altro”.


Un’amministrazione lontana e sorda, insomma. Che però non ci sta ad incassare. “Ha dimenticato di dire che per ‘finanziare’ quelle sue idee di modifica proponeva di utilizzare dei fondi che per legge non potevano essere utilizzati a quello scopo”, hanno affermato da “Lenola Rinasce”. Da dove vanno giù duri. “La verità è che De Filippis si è presentato in consiglio con uno schema mentale del tipo ‘o mi mettete a disposizione 37mila euro o io me ne vado (come come dire: o la borsa o la vita) sapendo già la riposta. E’ questa la discussione democratica che tanto invoca e vuol far credere ora? Questo ci sembra più un ricatto. E, sia chiaro, noi non ci facciamo ricattare”. Puntualizzazioni seguite da un dubbio: “A meno che tutta questa manovra non punti a parlare più in alto, e cioè sia diretta a condizionare altre scelte fuori dal Comune di Lenola. Ma anche in questa ipotesi si sarebbe di fronte ad un ricatto”. Un velato riferimento alla nomina di De Filippis alla presidenza del Parco Aurunci, ritirata a febbraio dal Governatore Zingaretti causa incompatibilità, e che ora pare nuovamente alla portata del consigliere. L’addio al gruppo di maggioranza, dunque, come strumento di pressione per la poltrona? Da “Lenola Rinasce” non lo escludono.