Sperlonga, “bilancio falso”. Il consigliere Di Fazio chiede l’intervento di Procura e Corte dei Conti

Benito Di Fazio

Il bilancio di previsione dell’esercizio 2015 è un bilancio falso, perché contiene dati falsi ed inesistenti”. Come oltre un milione e mezzo d’euro che sarebbe stato “infilato” indebitamente. Pesanti ombre prospettate dal consigliere comunale di Sperlonga Benito Di Fazio nel corso dell’assise di lunedì mattina, che ha visto l’esponente d’opposizione chiedere ufficialmente l’intervento di Procura e Corte dei Conti. Un colpo di teatro giunto in concomitanza con l’approvazione del cruciale passaggio amministrativo messo sotto accusa. Nato sotto una cattiva stella, e che nei giorni scorsi era stato anche oggetto di una diffida del prefetto Pierluigi Faloni. Non avendo rispettato il termine del 30 luglio per l’approvazione del bilancio previsionale dell’anno in corso, nella comunicazione prefettizia si intimava al Comune di provvedere entro fine agosto. Pena la nomina di un commissario ad acta. Spauracchio che avrebbe definitivamente spazzato via l’amministrazione forzista sopravvissuta alla scomparsa del sindaco Rocco Scalingi, evitato in extremis con l’ok al bilancio di previsione giunto ieri. Ampiamente in agenda, ma col fiatone. All’atto dell’approvazione dello specifico punto all’ordine del giorno, sì in blocco dalla maggioranza, ininfluente niet dalla minoranza. Tutto come previsto, se non fosse stato per la pesante denuncia lanciata di Di Fazio, che a posteriori potrebbe scompaginare tutto. Ma perché il bilancio sarebbe falso? Al di là di alcune voci minori, l’attenzione del consigliere della civica “Libera Sperlonga” è andata su un contributo regionale per interventi in località Angolo, rientranti nel piano della mobilità. Un milione 539mila 680,31 euro fantasma, secondo Di Fazio. “Tale importo non esiste, perché sospeso dalla Regione con determinazione del 5 settembre 2013”, ha detto in consiglio. “Il Comune, con ricorso numero 2457 del 2014, ha proposto ricorso di opposizione al Tar di Roma contro questa determinazione regionale ed il Tar, con sentenza depositata in segreteria il 26 febbraio 2015, ha rigettato il ricorso del Comune”. Da qui, largo al j’accuse. “In base a tale errore o meglio falso, il Comune si è indebitamente avvantaggiato, perché ha potuto richiedere anticipazioni di cassa alla Tesoreria comunale, cioè alla Banca Popolare di Fondi, per importi parti agli otto dodicesimi di tale cifra, pari ad un milione 26mila euro circa”. Di Fazio non ha avuto dubbi: “Questo è falso in bilancio e rappresenta una notizia criminis”. Motivo per cui ha chiesto al segretario comunale e al presidente del consiglio, “per atto dovuto”, di riferire alla Procura di Latina ed alla Procura della sezione regionale del Lazio della Corte dei Conti.

 


.