Lo “schiaffo” della giustizia al clan

Un momento dello sgombero effettuato ad agosto

Duro colpo alla famiglia Travali-Di Silvio, che ieri si è vista “privata” di quattro appartamenti, che sono stati liberati, sequestrati e riconsegnati all’Ater. Si tratta di stabili da anni occupati in maniera abusiva e fino a ieri nelle disponibilità del ricercato Angelo Travali e della sua famiglia.

È stato un blitz in piena regola quello che ha visto impegnati per l’intera giornata di ieri gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Latina. Quindici agenti della terza sezione, coordinati dal vicequestore aggiunto e capo della Squadra Mobile Tommaso Niglio, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario su richiesta del sostituto procuratore Claudio De Lazzaro.


Gli investigatori sono piombati in viale Pierluigi Nervi e in via Virgilio all’interno di quattro immobili di proprietà dell’azienda territoriale per l’edilizia pubblica di Latina ma occupati (abusivamente) da Angelo Travali e da alcuni suoi parenti, che li hanno di fatto sottratti ai legittimi assegnatari.

Al civico 26 di viale Nervi – nel complesso dei “Palazzoni” conosciuto anche come le “Vele” – gli investigatori della Mobile hanno fatto visita all’appartamento dove Angelo Travali (noto come Palletta) – ricercato da quasi dieci giorni per l’estorsione ai danni di un imprenditore, reato per il quale è già stato arrestato il complice Francesco Viola – vive dal 2008 insieme alla moglie e ai tre figli. Un blitz, questo, che si è esteso anche al piano superiore, dove un altro appartamento era nelle disponibilità dello stesso 29enne.

Contemporaneamente l’azione degli inquirenti è scattata anche al civico 318 di viale Nervi e in uno stabile di via Virgilio, ovvero in due appartamenti nelle disponibilità rispettivamente di Salvatore Travali (fratello di Angelo) e della sua compagna.

Sono state sgomberate, complessivamente, una decina di persone. Le operazioni si sono svolte nella massima tranquillità, con gli occupanti che non hanno accennato alcun tipo di reazione. Tutti gli immobili sono stati “svuotati” e all’esterno apposti i sigilli. Le porte d’ingresso sono state murate e il personale dell’Ater nominato custode giudiziale. Un’operazione di ripristino della legalità che rientra nella “caccia” al latitante Angelo Travali, che non potrà più trovare rifugio nei quattro immobili che da ieri non sono più nella disponibilità della sua famiglia.