Soccorsi agli animali a Formia, l’intervento di Gino Forte

Il cane soccorso la scorsa notte e poi deceduto
Gino Forte
Gino Forte

Riceviamo da Gino Forte in merito a “I cani vanno lasciati morire in strada: la verità dietro i soccorsi agli animali e il caso di Formia” pubblicato lo scorso 11 agosto (link).

“Nell’articolo in oggetto testualmente si esplicita: ” il medico veterinario fa presente le numerose pressioni che riceve dal Comune nella persona del funzionario dell’UfficioAmbiente Gino Forte, così forti, e le fa anche sentire, che da tempo è costretto a registrare ogni telefonata che riceve. E quindi, aggiungiamo noi, a non lavorare sereno. Di più, a telefonare al funzionario comunale, che glielo ha chiesto espressamente, ogni qual volta è chiamato per un intervento. Così creando un conflitto di attribuzione tra lui che dovrebbe decidere pensando solo alla salute dell’animale che ha di fronte e chi invece deve fare in modo che i conti quadrino. In buona sostanza, al termine della serata, una cosa però è stata ben chiarita ovvero che il Comune di Formia, e verosimilmente non il solo, spinge perchè vengano effettuati meno ricoveri possibili. Parallelamente a questo, inoltre, la non troppo velata accusa- sempre del Comune – indirizzata a ignoti di mettersi d’accordo con le cliniche per effettuare più recuperi ed all’ASL di praticare prezzi troppo alti per gli interventi stabiliti che però, di fatto, sono regolari per legge in accordo con la federazione nazionale medici veterinari”.


Quanto sopra non solo non risponde assolutamente a verità ma la redazione del testo è palesemente costruita in modo tale da far apparire il veterinario, intervenuto in ritardo, quasi come un “martire” vessato dal Comune. Ed il tutto è chiaramente denigratorio del modus operandi del sottoscritto, personalmente chiamato in causa dall’estensore e dell’Ufficio comunale a ciò preposto. Lo scrivente tiene a precisare che col veterinario in questione, identificabile nella persona del dr. Betti non sono mai intercorse le telefonate di asserite “pressioni”, le quali, tra l’altro, per giustificare la circostanza che il sanitario “da tempo è costretto a registrare ogni telefonata”, dovrebbero anche essere “illegittime”.

Il sottoscritto ha constatato, nel tempo, come la spesa addebitata dall’ASL al Comune per interventi veterinari d’urgenza era enormemente lievitata e che l’ASL, a corredo delle proprie fatture, non allegava alcun documento d’appoggio (verbale d’intervento o simili) che valessero a giustificarle e consentissero un minimo di controllo amministrativo, atteso che il Comune paga con danaro dei contribuenti. Costi che ad oggi non sono stati ancora liquidati perchè contestati dal Comune di Formia e cosi distribuiti negli anni: € 36.106,83 (anno 2010), € 33.803,07 (anno 2011), € 118.765,68 (anno 2012), € 160.372,67 (anno 2013), per l’anno 2014 non è stata ancora prodotta fattura, oltre alla spesa annua di € 250.000,00 sopportata direttamente dal Comune di Formia per la custodia e mantenimento dei cani randagi di proprietà presso una struttura di ricovero convenzionata. Dinanzi a tale situazione, aveva prima chiesto che gli venissero segnalati gli interventi man mano che venivano effettuati ed infine si era concordato con l’ASL un modus operandi per cui l’Istituzione sanitaria trasmetteva, di volta in volta, il verbale d’intervento, come sta avvenendo attualmente.

Appare chiaro che il sottoscritto ha preteso solo un minimo di adempimenti idonei a rendere più trasparente, sotto il profilo amministrativo, l’esborso di fondi pubblici e non ha mai – si ripete, mai-
effettuato alcuna men che legittima pressione su chicchessia. Del tutto arbitrarie e gratuite appaiono, poi, le considerazioni personali dell’estensore come “e quindi, aggiungiamo noi, a non lavorare sereno” e “così creando un conflitto di attribuzione tra lui che dovrebbe decidere pensando solo alla salute dell’animale e chi invece deve fare in modo che i conti quadrino”.

Perchè non dovrebbe lavorare sereno un veterinario solo perchè chiamato a rispettare un minimo di regole amministrative? E come può creare conflitto di attribuzione – ossia influire sul suo giudizio tecnico professionale – il rispetto di quelle regole dato che l’attività di controllo, laddove possibile, avviene dopo e non certo durante l’intervento sanitario peraltro richiesto direttamente dal 118 oppure dal medesimo servizio Veterinario.

In questo periodo di grave crisi economica occorrerebbe, a maggior ragione, affrontare le questioni legate al randagismo in maniera diversa, non considerando i Comuni come un “bancomat” ma mettendo in campo azioni, e procedure che possano non solo garantire l’assistenza sanitaria dei randagi (cani e gatti) soggetti a tutela, bensì anche di ordine economico attesa la spesa “storica” fatturata negli anni dall’AUSL. Infine lo scrivente desidererebbe sapere da quale fonte l’estensore ha appreso di presunte “non troppo velate accuse da parte del Comune”, che chiamano in causa sia lui personalmente che l’immagine dell’Ente.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto chiede alla S.V. di disporre per l’immediata pubblicazione di una puntuale smentita del contenuto dell’articolo per quanto riguarda la sua persona, nella qualità di funzionario del Comune di Formia. In mancanza, si riserva la facoltà di sporgere querela per diffamazione entro il termine di legge”.