Presentazione del libro “Bassiano una memoria nei Lepini perla d’Europa”

Il Comune di Bassiano promuove la presentazione del libro “Bassiano una memoria nei Lepini perla d’Europa” presso l’Auditorium comunale, domenica 16 agosto alle ore 16:30.

“Ringrazio con tutto il cuore l’autore per aver chiesto a me di presentare il suo libro ricco di suggestioni, sollecitate dalla narrazione e dalle descrizione ambientali, che testimoniano quanto il valore delle tradizioni popolari possa essere alla base di quel sentimento collettivo della comunità di Bassiano. Il Genere letterario cui appartiene il libro può definirsi come la testimonianza storica del modo di vivere di una comunità semplice, della ritualità e del contesto relativo all’ambiente socio-economico e territoriale a partire dal 1449, anno di nascita di Aldo Manuzio.


Nel libro si palpa con mano l’amore che l’autore ha per Bassiano, non inteso come futile esternazione campanilistica, bensì come sentimento di appartenenza ad una comunità fiera delle sue origini, dei suoi trascorsi , delle tradizioni e dell’autonomia territoriale ed amministrativa. Infatti, nel breve capitolo iniziale relativo alle origini di Bassiano questa sensazione è confermata quando l’autore taglia corto : “Se i nostri avi ci hanno trasmesso oralmente che Bassiano è stato fondato da Caracalla, come possiamo dire il contrario?”. Gli eventi storici non sono stati trasmessi sempre oralmente fino al momento in cui qualcuno ha preso la penna e ha incominciato a trascriverli? Un proverbio dice: “Voce di popolo voce di Dio”. Inoltre l’autore, nella parte iniziale ha inteso omaggiare gli illustri di Bassiano, dal grande umanista, editore e tipografo Aldo Manuzio, al valente Maestro nell’arte e nella musica Antonio Cifra ed all’assistente al Soglio Pontificio Vescovo Don Giulio Bianconi.

I luoghi dove si svolgono le vicende narrate è il territorio di Bassiano e quella parte del territorio, oggi San Donato, ove prima della bonifica integrale i Bassianesi si addentravano per sostenere con il lavoro le proprie famiglie. Le vicende degli usi e costumi sono reali ed i personaggi, indefiniti, rappresentano la collettività, ove ognuno di noi nel proprio immaginario puo’ ritrovarsi negli aspetti fisici e psicologici. Nella narrazione del modo di vivere della comunità di Bassiano ho colto il tema dell’amore, della famiglia, dei figli, dell’adolescenza, della gioventù. Infatti, glio’ tizzone affumicato, la serenata, il fidanzamento, il matrimonio, gli mammocci, i giochi ecc. caratterizzati da filastrocche, ritornelli, aneddoti rappresentano in maniera fantastica il vivere, la ritualità il rapporto sociale dei nostri avi Bassianesi.

Il Lavoro, i mestieri e le attività sono apprezzate senza enfasi ma con puntuale senso delle professioni, di cui oggi Bassiano ne gode i frutti, quali la produzione dell’olio, delle castagne, la lavorazione del pane, i formaggi ecc. insieme al sublime territorio ove il verde rappresenta il magico patrimonio ambientale che gli avi ci hanno conservato. Altresì, nel libro ho apprezzato come, nel vivere dei Bassianesi, il ruolo della donna non fosse relegato soltanto alla casa ed ai figli; infatti, presso la scuola delle Suore del Preziosissimo Sangue si imparava l’arte del cucito, del tombolo, del ricamo ecc., per cui le donne provvedevano a conferire il lavorato per contribuire al reddito familiare. Presso le stesse Suore le donne Bassianesi diedero vita a forme artistiche relative alla recitazione e alle rappresentazioni teatrali in un contesto ancora arretrato rispetto alla società dell’epoca. La narrazione, attraverso aneddoti, giochi e detti fa emergere il sentimento della gioia, dell’amicizia, la creatività della Comunità”.