Padre Rungi: “Campello, una località montuosa da valorizzare per il turismo estivo ed invernale”

Campello è una bellissima località montuosa, immersa nel verde, da valorizzare per il turismo estivo ed invernale”, è quanto afferma padre Antonio Rungi, passionista del Santuario della Civita e già direttore dell’Ufficio della pastorale del turismo della Diocesi di Sessa Aurunca. “Bisogna attrezzare meglio la località e soprattutto curare meglio la strada di accesso che al momento –afferma padre Rungi- è in non buone condizioni, tra il poco asfalto, le tante buche e anche tratti di terra battuta. La località si presta non solo per essere valorizzata –ha detto padre Rungi – per la solennità dell’Assunta, quando gli itrani e gli altri abitanti del territorio si riversano numerosi per trascorrere il ferragosto in montagna, o a pasquetta per lo stesso motivo, ma deve essere valorizzata per tutto l’anno, con un servizio di accesso migliore e con supporti logistici che al momento mancano.

Nella mia breve visita che ho fatto oggi a Campello ho notato le grandi potenzialità di tutta la montagna, ma non sono sfruttate al meglio. Al di là di qualche spazio libero, dove si possono sistemare le tende (ed oggi c’erano pochissime persone a Campello) resta ben poco. C’è si un agriturismo in zona, ma è ben poca cosa per far sviluppare in termini turistici una zona verde bellissima. A ciò si aggiunga –ha precisato padre Antonio Rungi – la vicinanza del santuario della Civita e il tutto potrebbe essere offerto in un pacchetto di turismo religioso e verde che non si combinano facilmente in altre parti dello stesso Sud Pontino.


Bisogna avere capacità prospettive e visioni più ampie anche per offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani. Ci vogliono investimenti seri e soprattutto una grande passione per l’ambiente, il rispetto per la natura ed una coscienza civica che deve responsabilizzare tutti di fronte al bene comune e a quella casa comune che è madre Terra e madre natura. E pensare –ha concluso padre Rungi – che a pochi metri dall’accesso alla strada che porta a Campello, sul versante di Itri, tutta la montagna è stata bruciata nei giorni scorsi, lasciando una terribile e triste immagine in chi vi transita, osserva o, come noi vi abitiamo in questa zona, tra sacro e profano, che molto ha da dare se il cuore delle persone si apre al rispetto della natura e del creato che Dio ha consegnato nelle nostre mani. Mi auguro che anche Campello, come tante zone costiere del litorale Sud Pontino, possa essere meglio valorizzato, servito ed utilizzato come meta turistica estiva ed invernale. D’altra parte la neve, d’inverno, non manca quasi mai”.