Itri. Teologo morale Rungi: “Chi incendia boschi compie un crimine contro la natura e contro l’umanità”

Itri. Teologo morale Rungi: “Chi incendia boschi compie un crimine contro la natura e contro l’umanità”

“Chi incendia boschi positivamente per provare danni a persone, cose, ambiente e per utili personali, commette un crimine contro la natura e l’umanità”, è la forte denuncia del teologo morale, padre Antonio Rungi che “di fronte al perpetrarsi di incendi di boschi, montagne, colline e di quanto di verde il Signore ha donato a questa terra c’è poco o niente da dire, ma solo e soltanto condannare“. Il teologo aggiunge che “c’è una responsabilità, civile e penale, ma anche morale di fronte agli incendi causati positivamente per trovarne benefici per qualsiasi motivo di basso livello che chi fa queste cose ha come scopo”.

Sono, infatti, tantissimi gli incendi che si stanno verificando verso le pendici estreme della catena montuoso degli Aurunci e nel Parco Nazionale degli Aurunci, nei Comuni di Itri, Formia, Sperlonga, Monte San Biagio, Fondi, Campodimele ed altri territori comunali di questa zona bellissima tra il Lazio e la Campania. “E’ una sofferenza indicibile vedere intere montagne bruciate -osserva padre Rungi – con animali bruciati, case e beni distrutti. Non è questo un crimine contro l’umanità? Mi sembra di stare in uno stato di guerra con bombardamenti di altro genere che distruggono l’ambiente e che arei e elicotteri che portano acqua devono cercare di spegnere. Il tutto con un costo per la comunità non solo nel verde che perdiamo, ma anche per le risorse economiche che vengono investite per fronteggiare gli incendi boschivi. Per carità non tutti gli incendi hanno origine dolose, molti sono per autocombustione, anche in seguito al caldo torrido di questi giorni, tuttavia, in base a quanto si verifica in alcune aree del nostro paese, con incendi a macchia di leopardo, mi sembra che ci sia una vera strategia per distruggere alcuni boschi e località, o incendiare alcune zone per poi poter pascolare ed avere pascolo fresco.

Vero che esiste la legge che non si può toccare il terreno incendiato per 10 anni. Ma chi l’osserva questa legge. Bisogna vigilare di più e soprattutto prevenire gli incendi boschivi attraverso una conversione ecologica, come la definisce Papa Francesco nella sua recente Enciclica Laudato sii, che passa attraverso comportamenti personali e collettivi di salvaguardia dell’ambiente di quella casa comune che è la Terra e che tutti dobbiamo amare e difendere. Non incendiamo e così non ci macchieremo di crimini contro la natura e l’umanità“.

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