Farmduepunto zero, da Giulianello parte l’agricoltura “verticale”

Farmduepunto zero, da Giulianello parte l’agricoltura “verticale”

Farmduepunto zero. Coltivare e allevare in altezza, entro grandi grattacieliper recuperare l’ambiente ed estendere le produzioni. Parte da Giulianello la sfida avveniristica dell’Atelier Creativo Acciarito che da cinque anni lavora al suo progetto di vertical urban farm che scommette sul territorio per lanciare un messaggio verde di tutela e valorizzazione.

Allo stesso tempo si inserisce in un confronto accademico sull’uso delle nuove tecnologie sostenibili per costruire un modello di agricoltura verticale che, ‘pulendo’ le terre contaminate da serre, trattamenti, pesticidi e robe varie, ne salvaguardi la salute, insieme a quella dell’uomo, e restituisca bellezza al paesaggio, offrendo anche una soluzione al problema della scarsità alimentare.

L’argomento sta acquisendo rilevanza universale e quest’anno fa pendant con Expo Milano 2015 che abbraccia il tema della sostenibilità in senso lato e dove questa idea alternativa di sviluppo è stata portata all’attenzione del grande pubblico dall’Enea con un suo prototipo di architettura che sviluppa verso il cielo l’agricoltura del futuro.

La ricerca dei fratelli ed architetti Acciarito, Emanuel ed Alessio, è iniziata nel 2010 sui banchi della Facoltà di Architettura dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, successivamente approfondita e tutt’oggi in costante evoluzione. Bioarchitettura, bioedilizia, bioclimatica. Sono questi i pilastri di una progettazione integrata di architettura ecologica e sostenibile.

Due i prototipi realizzati dagli Acciarito. Fattorie verticali dove si coltiva ed alleva il cibo per aria, ideali per creare mercati a km 0 con prodotti di qualità in contesti urbani e metropolitani. Un’esigenza sempre più attuale dato l’aumento della popolazione e la riduzione degli spazi per la tradizionale

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