Ernesto Bardellino in Consiglio comunale, dopo scoppia il caos

Ernesto Bardellino in Consiglio comunale, dopo scoppia il caos

Ernesto Bardellino è stato tra i primi a recarsi oggi, mercoledì, in Consiglio comunale a Formia, dove è stato seduto in prima fila per diversi minuti in attesa dell’inizio dell’assise, prima di lasciare la sala Ribaud, in anticipo rispetto al via del Consiglio. In piazza Vittoria intanto un’auto della polizia del commissariato di Formia è stata parcheggiata dagli agenti a bordo per sorvegliare quanto accadeva. E in effetti è accaduto un pò di tutto, un vero e proprio caos. Sono mancate solo le botte tra consiglieri, che per poco non sono andate in scena, anche tra membri dello stesso schieramento, a corredo di uno spettacolo desolante.

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Ernesto Bardellino seduto in prima fila nella platea del Consiglio comunale di Formia

ERNESTO BARDELLINO IN CONSIGLIO COMUNALE. Ma perchè Ernesto Bardellino ha voluto far sentire e vedere la sua presenza in Consiglio comunale? Secondo il consigliere di maggioranza Mattia Aprea, la presenza di Bardellino è stata una “presenza inquietante”, legando tale avvenimento alla replica che lo stesso Aprea ha riservato al consigliere di opposizione Giovanni Valerio, accusato di essersi fatto promotore per la famiglia Bardellino della richiesta di una proroga alla procedura di confisca degli immobili poi confiscati. Il riferimento è alla nota vicenda Valerio di un anno fà. Promettendo poi di riferire a chi di dovere (forze dell’ordine o magistratura, ndr) la presenza di Ernesto Bardellino in Consiglio comunale.

E’ CAOS, TUTTI CONTRO TUTTI. Più che un Consiglio comunale, la sala Ribaud ad un certo punto sembrava essere un vero e proprio saloon. E la bagarre si è scatenata proprio dopo l’intervento di Aprea che non ha risparmiato nessuno. Aprea ha parlato a chiusura di una lunga serie di interventi, quasi un’ora e mezza di botta e risposta, in particolare tra le opposizioni e la segretaria comunale, relativamente alla richiesta della minoranza di procedere con la votazione a scrutinio segreto per la decadenza dello stesso Aprea come consigliere comunale. Una vicenda scoppiata a seguito della decisione del sindaco Bartolomeo di incaricare lo stesso Aprea, in qualità di avvocato, di rivestire il ruolo di legale del Comune di Formia quale parte civile nella vicenda dell’omicidio di Mario Piccolino. Un incarico per legge “incompatibile”, tecnicamente già espletato con la presenza di Aprea all’autopsia di Piccolino, e quindi già esauritorsi. Perciò era da considerarsi nulla, secondo il parere della segretaria, la richiesta di decadenza.

Il sindaco Sandro Bartolomeo a colloquio con la consigliera Miriam Cupo che ha esclamato: "che maggioranza di merda"

Il sindaco Sandro Bartolomeo a colloquio con la consigliera Miriam Cupo che ha esclamato: “che maggioranza di merda”

LA FURIA DI APREA. Apriti cielo. Aprea se l’è subito presa in apertura del suo intervento col presidente del Consiglio comunale Maurizio Tallerini, reo secondo l’avvocato di aver consentito interminabili interventi senza aver saputo gestire la situazione. Poi è passato a Valerio, che pure i suoi voti li ha portati alla maggioranza di cui fa parte lo stesso Aprea, salvo poi trasferirsi in minoranza, accusato di essersi fatto portatore delle istanze di soggetti legati alla criminalità organizzata nella richiesta rivolta al sindaco Sandro Bartolomeo nel tardare la confisca di case. Ha poi ricordato le inquietanti presenze: il riferimento, come detto, è alla confisca degli immobili alla famiglia Bardellino, e al capo famiglia Ernesto proprio oggi in Consiglio. E ancora su Di Rocco per l’inchiesta Sistema Formia che lo vede indagato per associazione a delinquere. Ma non sono mancate bordate anche a chi tra i banchi della maggioranza gli siede accanto, anzi proprio avanti: Alessia Valeriano. La consigliera è stata l’unica in maggioranza a sostenere l’iniziativa dell’opposizione di richiedere la decadenza di Aprea. Quest’ultimo non gliel’ha fatta passare, e ha ricordato l’enorme conflitto di interesse della consigliera, presente secondo Aprea in maggioranza solo per far valere gli interessi del marito Williams di Cesare, che da tempo attende il pagamento del parcheggio multipiano. Con lo stesso Di Cesare solo qualche giorno fa c’è stato un violento scontro nella stanza del sindaco. Ma pochi istanti dopo essersi rivolto al consigliere Amato La Mura, al quale ha ricambiato l’onore di non esserne amico poco prima affermato dallo stesso La Mura, Aprea si è diretto verso di lui, dopo che La Mura lo ha accusato di aver fatto fallire la Fabiani (basket), da lì le parole sono state incomprensibili, e per poco grazie anche all’intervento di diverse persone, non si è arrivati alle mani.

VELENI INCROCIATI E FUOCO AMICO. Ma ormai la situazione era completamente fuori controllo. Lo stesso Tallerini ha pochi istanti prima perso letteralemente le staffe, gridando e agitandosi contro La Mura e contro lo stesso Aprea, che non seguivano le sue disposizioni. Poi lo scontro verbale c’è stato anche con un altro consigliere di maggioranza Mariontenietta de Meo arrivata viso a viso con lo stesso Tallerini. La Valeriano ha preso la parola per difendersi dalle accuse di Aprea e rivendicando la propria libertà di iniziativa politica pur facendo parte della maggioranza. Nel frattempo anche la consigliera Miriam Cupo ha perso le staffe e mentre si avviava all’uscita dall’aula ha gridato: “che maggioranza di merda”, poi sottolineando che il riferimento era ai “moscardelliani“, e intanto La Mura si è diretto verso anch’egli l’uscita invitando con evidenti cenni del capo ad Aprea di seguirlo per regolare i propri conti fuori, da “veri uomini”. Il sindaco Bartolomeo si dirigeva verso la Cupo, intanto rientrata, forse per ammonirla di quanto poco prima affermato. Era poi Valerio, dopo l’invito del sindaco a placare gli animi, a prendere la parola e ricambiare con un’altra pesantissima dichiarazione, quanto detto da Aprea. Secondo Valerio infatti “altre persone dell’amministrazione comunale a metà degli anni 2000 avrebbero consentito favori ad esponenti della criminalità organizzata”, affermando di avere le prove e di volerle portare oggi in Procura.

Il sindaco Sandro Bartolomeo mentre cerca di ricomporre anche i violenti attacchi con la minoranza

Il sindaco Sandro Bartolomeo mentre cerca di ricomporre anche i violenti attacchi con la minoranza

ACQUALATINA. Ma gli animi si sono riaccesi subito, dopo una breve e apparente calma, quando si è trattato di recepire e votare una richiesta di delibera comunale che impegnasse appunto il Comune di Formia ad opporsi ai distacchi del flusso idrico per le utenze domestiche dei cittadini morosi nei confronti del gestore idrico Acqualatina. Richiesta presentata dal comitato spontaneo di lotta contro Acqualatina che ha messo in campo l’iniziativa della petizione popolare sottoscritta da 400 cittadini. A relazione la richiesta l’avvocato Iolanda Petracchini. La segretaria Rita Riccio ha espresso con il proprio parere l’irricevibilità dell’iniziativa, perchè non conforme alle disposizioni dello statuto comunale invitando a riformulare la richiesta. A quel punto tra maggioranza ed opposizione lo scontro ha assunto i contorni di una gara a chi proponeva la riformulazione migliore, altro spettacolo desolante, anche perchè ben consapevoli della sensibilità elettorale che l’argomento suscita. Alla fine l’ha spuntata la minoranza, con la votazione all’unanimità della propria proposta di delibera che vedrà il Comune di Formia far valere tale principio di fronte all’Ato (ORDINE DEL GIORNO DISTACCHI ACQUA). Intanto Nicola Riccardelli e lo stesso sindaco se le dicevano di tutti i colori. Le accuse di Bartolomeo erano ovviamente rivolte a Michele Forte ritenuto un pilastro degli affari dell’Ato e quindi anche della spartizione degli incarichi, oltre che contrario ad una analoga votazione in passato.

Rinviato infine, perchè è venuto meno il numero legale dei consiglieri presenti in aula, l’ultimo punto all’ordine del giorno che riguardava la richiesta da parte della minoranza di una spiegazione da parte del sindaco circa le affermazioni immediatamente successive all’omicidio Piccolino che Bartolomeo ha legato al piano regolatore, contrariamente invece a quanto scoperto essere in realtà dagli inquirenti: ovvero cause private che hanno indotto Michele Rossi ad uccidere Mario Piccolino.

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