Telecamere nei bagni di un bar di Scauri, interviene la polizia

Telecamere nei bagni di un bar di Scauri, interviene la polizia

Ok la videosorveglianza per difendersi dai ladri ma in un bar del centro di Scauri si è davvero andato oltre i limiti. E presumibilmente non per la paura dei malintenzionati. Da qualche tempo, infatti, il titolare dell’affollato esercizio pubblico aveva illegalmente installato delle telecamere all’interno dei bagni al servizio della sua clientela. E anche in quelli a disposizione del proprio personale. Qualcuno se ne sarebbe alla fine accorto, non è ancora chiaro da quanto le telecamere fossero in funzione, così nei giorni scorsi, a seguito di alcune segnalazioni, gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Formia diretti dal vice questore Paolo Di Francia sono intervenuti trovando conferma alla segnalazione e sequestrando tutto l’impianto utilizzato per le riprese illegali. Verificando anche computer e quant’altro nella disponibilità dell’esercente.

Del caso è stata informata la Procura della Repubblica di Cassino. Fatti analoghi a quello di Scauri la cronaca più o meno recente li ha registrati a Pistoia, dove al titolare di un’azienda che filmava le dipendenti in bagno è stato contestato il 615 bis del Codice penale: interferenze illecite nella vita privata. Con successiva condanna a un anno e sei mesi. E analogamente in Sicilia, con l’aggravate dell’abuso di relazioni d’ufficio, condanna a un anno ma anche provvisionale di 1.500 euro a ciascuno delle sei parti civili nel processo. In Emilia Romagna, invece, era stato un avvocato a installare una telecamera nel bagno delle donne al Tribunale di Rimini. Il pm, titolare del caso, stante anche la giurisprudenza in continuo aggiornamento su vicende che a quanto pare coinvolgono sempre più protagonisti, ha mutato il reato da riprese abusive in luogo di privata dimora a violenza privata.

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