Fondi, il presunto mandante dell’omicidio Barlone al Riesame. Le tesi della difesa

*Aldo Quadrino*
*Aldo Quadrino*

Arriverà probabilmente oggi, mercoledì, la decisione del Tribunale del Riesame di Roma in merito al ricorso per la scarcerazione del 53enne fondano Aldo Quadrino, il presunto mandante del colpo in casa degenerato lo scorso febbraio nell’omicidio del monticellano “don” Patrizio Barlone. La sua posizione è stata vagliata nel corso dell’udienza tenutasi ieri mattina, e che ha visto alternarsi alla discussione i due legali dell’uomo, Carlo Taormina e Giulio Mastrobattista.

*L'avvocato Taormina*
*L’avvocato Taormina*

Protrattosi per circa un’ora, l’intervento del professor Taormina è stato incentrato su una supposta insussistenza della gravità indiziaria a carico del proprio assistito, accusato di rapina e omicidio in concorso. Secondo il difensore, che ha fornito una ricostruzione dei fatti alternativa rispetto a quella della Procura, al di là dei filmati estrapolati da alcune telecamere e dalle dichiarazioni della “gola profonda”, ovvero il settimo indagato, non vi sarebbero elementi sufficienti ad inquadrare Quadrino come mandante e organizzatore del delitto, tanto che non sarebbe stato nemmeno a conoscenza dell’esatta ubicazione della casa della vittima. Il mandante, secondo i legali, è un altro soggetto. Taormina ha poi sostenuto che in caso contrario, e dunque volendo propendere per la ricostruzione della Procura, Quadrino non avrebbe potuto rispondere di un reato diverso da quello iniziale: secondo il settimo indagato anziché una rapina avrebbe organizzato un furto, quindi non potrebbe risponde di omicidio.


*L'avvocato Mastrobattista*
*L’avvocato Mastrobattista*

L’avvocato Mastrobattista ha invece battuto sul fronte dell’insussistenza delle esigenze cautelari, oltre che della diversa incidenza delle stesse esigenze rispetto i vari indagati: nel dare il placet per le misure cautelari a carico di Quadrino e dei cinque campani arrestati come presunti complici, secondo i ricorrenti ogni posizione, in primis quella dell’imprenditore fondano, avrebbe dovuto essere valutata e motivata a sé. Per Mastrobattista, tenuto conto della giurisprudenza costituzionale sviluppatasi dal 2010 ad oggi, nei confronti di Quadrino, ristretto in carcere dall’11 maggio, poteva anche essere sufficiente la semplice misura alternativa della detenzione domiciliare.