Nuovo Progetto Sonnino: “Grazie ai contribuenti per la riapertura della chiesa”

“Noi di “2012 Nuovo Progetto Sonnino con Lorenzo Magnarelli” siamo ben lieti che dopo ben diciassette anni è stata riaperta al culto la chiesa di S. Francesco a Sonnino. Ci preme fare delle considerazioni in merito a questo evento.

Noi non siamo come il compagno Stalin che in Russia dal 1917 al 1941 fece assassinare circa un milione di fedeli, due milioni e mezzo finirono nei gulag, centinaia di migliaia finirono in prigione e di tutte queste persone non si è saputo mai la loro sorte, ricordiamo che nel 1926 aveva messo per iscritto che la fede attentava allo Stato e al partito, ecco perché non ci spieghiamo queste folgorazioni sulla via di Damasco di alcuni personaggi.


Abbiamo letto che il Sindaco di Sonnino ha scritto che dopo diciassette anni finalmente la chiesa di S. Francesco è stata riaperta al culto, ebbene vogliamo ricordare al Sindaco che in questi diciassette anni ha fatto parte della maggioranza dell’amministrazione comunale prima come assessore alla cultura e dopo come vicesindaco, quindi le responsabilità che la chiesa è rimasta chiusa tutti questi anni sono soprattutto le sue.

Ha ringraziato le ditte che hanno contribuito al restauro della chiesa, queste ditte sono state pagate: euro 7.320,00 per la levigatura e lucidatura dei pavimenti, euro 2.333,68 per l’acquisto di n° 4 vetri temperati, una piattaforma telescopica costata euro 1.037,00, il restauro di n° 30 banchi in legno euro 5.490,00 in totale sono 14.080,68 euro.

Quindi noi ringraziamo i cittadini di Sonnino che con il pagamento dei tributi hanno permesso la riapertura della chiesa. Quindi secondo noi non serve strumentalizzare la religione per fini propagandistici da persone che se hanno varcato una soglia di una chiesa nella loro vita un paio di volte è dire tanto, strumentalizzazione permessa dal parroco Don Felice Aquino al quale ricordiamo che la religione è una cosa e la politica è un altra realtà e a tal proposito ricordiamo a tutti un passo del vangelo secondo Marco: “Il giorno dopo entrò di nuovo nel tempio e cominciò a cacciare fuori quelli che vendevano e quelli che compravano, rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe. Gesù giustifica questo suo agire con una parola del profeta Isaia che Egli integra con una parola di Geremia: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri”. (Me 11,17; cfr Is 56,7; Ger 7,11)”.