“Zeroconfini”, in dirittura d’arrivo il percorso teatrale per ragazzi e adulti di Gaeta, Formia e San Cosma

In dirittura di arrivo il progetto ZEROCONFINI, a cura del Teatro Kappao di Formia in collaborazione con il Comune di Formia, il Comune di Gaeta e di SS. Cosma e Damiano.

I nove spettacoli, andati in scena all’Officina Culturale “Falcone – Borsellino” di Formia, al Teatro Ariston di Gaeta e all’Auditorium del Comune di SS. Cosma e Damiano, hanno visto protagonisti 300 ragazzi di età compresa tra i 7 e gli 11 anni, e gli adulti della Comunità-Alloggio “Aquilone” O.N.L.U.S. Un viaggio senza confini fatto da ragazzi e adulti, da Gaeta a SS. Cosma e Damiano, passando per Formia, unito da un duplice filo conduttore: il tempo e lo spazio. Due temi che da sempre ispirano profonde e sconfinate riflessioni. Il progetto ZEROCONFINI, con i vari laboratori e gli spettacoli finali, diventa la narrazione di un percorso sperimentale, un contenitore che unisce ragazzi e adulti in un unico viaggio tra la conoscenza corporea, la conoscenza del sé e la conoscenza dell’altro.


Lo scopo del percorso teatrale è che tutti imparino a proteggere le proprie inquietudini e quelle altrui, fino ad apprezzarle e a metterle in mostra, a renderle visibili, accoglierle, accettarle e farle accettare. Gli spettacoli finali sono pensati, ideati e sviluppati con i differenti gruppi in un tempo di 20 o 30 ore per ciascun laboratorio, durante le quali i ragazzi e gli adulti imparano ad autogestirsi, a proteggere la loro persona, il loro lavoro e i loro disagi, fino a compiere un’esperienza attoriale a tutti gli effetti, gestendo lo spazio scenico e il dietro le quinte in maniera autonoma.

Ognuno, partendo dall’osservazione e dalla pratica individuale, contribuisce a costruire e riesce ad acquisire la possibilità di un’esperienza collettiva e corale che porta ad apprezzare di più se stessi e i propri compagni.  Il laboratorio diventa lo spazio fisico e mentale, prologo della storia da raccontare. Si può parlare di disagio usando a pretesto un racconto che diventa drammaturgia: la mente inizia a viaggiare tra le tante storie che la letteratura e la mitologia offrono, per intravedere, scovare la possibilità di affrontare problematiche difficili come la relazione, la condivisione o la diversità, e immaginare, creare uno spazio dove questi temi prendano le giuste proporzioni grazie all’arte.

Di qui la scelta di raccontare il mito di Amore e Psiche attraverso il genio artistico di Canova che riesce a scolpire nella magnifica forma-statua la continuità temporale tra il mito e l’inquietudine adolescenziale; Momo che nella storia di Michael Ende lotta contro l’incapacità di ascoltare e i ritmi frenetici degli adulti; e infine le storie di Enea e Ulisse che sulla scena affrontano spazi mentali immaginari e si liberano della loro classicità per approdare nelle moderne terre del reale e del tangibile.

Si ringraziano: i dirigenti Dott.ssa Teresa Assaiante, Istituto Comprensivo “P. Mattej” Formia, Dott.ssa Maria Parisina Giuliano, Istituto Comprensivo “G. Rossi” SS. Cosma e Damiano, Dott. Egidio Di Nitto, Istituto “Santa Maria Maddalena Postel” Gaeta, gli operatori della casa Famiglia e Centro Diurno Aquilone O.N.L.U.S (Comunità di Capodarco), i docenti delle classi coinvolte, i genitori che hanno finanziato i laboratori, e tutti i ragazzi e gli adulti che hanno partecipato.