Formia Rifiuti Zero, la Procura di Messina indaga sull’amministratore Raphael Rossi

Alessio Ciacci e Raphael Rossi

La Procura di Messina ha iniziato ad indagare sugli incarichi affidati dalla società municipalizzata dei rifiuti della citta dello Stretto, la MessinAmbiente, a Raphael Rossi, dopo l’esposto del consigliere comunale del Comune siciliano Daniele Zuccarello. Il Consigliere comunale, infatti, ha segnalato alla Procura la strana cronologia dei rapporti intercorsi tra la società pubblica e Raphael Rossi, oggi amministratore della Formia Rifiuti Zero.

Dopo un primo incarico da 35mila euro ottenuto nel marzo scorso, ne era poi arrivato un altro a novembre da 31mila euro per una società, la ReSources, nata il 28 novembre 2014 e che appena 5 giorni dopo, ovvero il 3 dicembre, peraltro lo stesso giorno dell’iscrizione al registro delle imprese, ottiene l’incarico. La società è di Rossi, per il 70 percento, mentre la restante parte è della madre.


Per il secondo incarico, riconosciuto alla neonata società di Rossi, “non c’è stata alcuna procedura di evidenza pubblica”. Anzi, a seguito delle richieste di chiarimento di Zuccarello, che si è rivolto al commissario della società Alessio Ciacci, questi ha sostanzialmente affermato, con sorpresa del Consigliere comunale messinese, che “è stato lo stesso Rossi a chiedere espressamente che la prosecuzione della collaborazione avvenisse tramite la sua società ReSources”. E allora va a questo punto fatta chiarezza, secondo Zuccarello, nel rapporto che lega Ciacci e Rossi. Prima dell’insediamento in qualità di commissario della MessinAmbiente di Ciacci, per l’incarico fu scelto Rossi che ha poi declinato l’offerta, ma che vanta nel curriculum una serie di collaborazioni proprio con Ciacci. Perciò Zuccarello afferma: “Avevo ragione io, a MessinAmbiente non è il commissario che decide, ma il consulente che stabilisce percorsi e modi della sua collaborazione”.

C’è poi un’altra vicenda sulla quale pare che la Procura di Messina voglia vederci chiaro, ovvero il licenziamento dell’unico dirigente aziendale. Per capirci, nella scala gerarchica societaria, un gradino sotto Ciacci, c’era il direttore tecnico Natale Cucè. Questi afferma di essere stato mandato via senza alcun preavviso e per questo motivo egli stesso aveva annunciato nelle passate settimane di volersi rivolgere alla magistratura. Nonostante solo qualche giorno prima del suo licenziamento fu proprio Raphael Rossi a parlarne come di un elemento molto importante.