“Sta sei metri sotto terra… non me ne frega un cazzo”, confessione intercettata in Questura

“Sta sei metri sotto terra… non me ne frega un cazzo”, confessione intercettata in Questura

Erano negli uffici della Questura e parlavano liberamente, ignari che una cimice captava le loro conversazioni. E’ stato così, ascoltando l’arrestato e due testimoni, che gli uomini della Mobile si sono convinti definitivamente della colpevolezza di Pietro Petrianni per l’omicidio del carrozziere Maurizio Di Raimo. E alla luce di tali elementi, senza troppi dubbi, il gip Giuseppe Cario ha convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere per il 57enne di Sezze, indagato per omicidio, sottrazione di cadavere e porto e detenzione illegale di un’arma.

Interrogato dal giudice, Petrianni, difeso dall’avvocato Oreste Palmieri, ha sostenuto di aver discusso con il cognato, sempre per l’affitto del capannone adibito ad officina che il carrozziere non gli pagava, di essersi azzuffato con quest’ultimo, ma di non ricordare poi cosa sia accaduto, specificando di essere sotto choc.

Secondo gli investigatori, il 57enne, impugnata una pistola, ha fatto fuoco e ucciso Di Raimo, ha gettato il corpo, forse aiutato da altri, in un pozzo, e poi ha cercato di depistare le indagini, cancellando le tracce del delitto.

In Questura Petrianni è stato intercettato mentre diceva a un amico, ora sospettato di essere suo complice: “Ieri abbiamo litigato e mi si è presentato con un coltellaccio. Io l’ho acchiappato e l’ho accoppato. Capito? Sta sei metri sotto terra… non me ne frega un cazzo”.

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