Ustica, Cogne e… Monte San Biagio: nell’omicidio di “don” Patrizio irrompe l’avvocato Taormina

Ustica, Cogne e… Monte San Biagio: nell’omicidio di “don” Patrizio irrompe l’avvocato Taormina
*L'avvocato Carlo Taormina*

*L’avvocato Carlo Taormina*

Nel giallo dell’ex diacono assassinato a febbraio a Monte San Biagio irrompe l’avvocato del delitto di Cogne e della strage di Ustica, nonché ex legale di Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi. Una notizia nella notizia. C’è anche Carlo Taormina, infatti, a difendere il 53enne fondano Aldo Quadrino, in carcere dall’11 maggio perché ritenuto il mandante della rapina in casa finita con l’omicidio del 61enne “don” Patrizio Barlone. Una nomina ad effetto, quella del principe del foro capitolino ed ex deputato forzista, noto al grande pubblico per le ripetute ospitate nei salotti buoni della tivù, le forti prese di posizione a mezzo stampa, e soprattutto per un’attività professionale che negli anni lo ha visto seguire in presa diretta gli imputati di casi mediatici d’ampissima risonanza. Ustica, Tangentopoli, l’eccidio delle Fosse Ardeatine, l’omicidio di Marta Russo a La Sapienza, quello di Carlo Giuliani al G8, quello del piccolo Samuele a Cogne. C’è un po’ di tutto, nella lunga carriera di Taormina. Ed ora, dopo Andreotti e Berlusconi, l’SS Erich Priebke ed Annamaria Franzoni, nella lista dei sui clienti figura appunto anche Quadrino, il piccolo imprenditore nel settore oleario indicato dalle indagini di Procura di Latina ed Arma come la mente dietro la morte di “don” Patrizio, suo conoscente per questioni di denaro, picchiato brutalmente da quattro campani e morto soffocato.

L’incarico all’avvocato Taormina è stato formalizzato nei giorni scorsi. Tenterà di scardinare il teorema degli inquirenti, perlomeno per la parte riguardante il suo assistito, in collaborazione col collega fondano Giulio Mastrobattista, col quale già in passato aveva avuto l’occasione di lavorare gomito a gomito. I due difensori hanno incontrato il 53enne di Fondi, rinchiuso presso la casa circondariale di Latina, nella mattinata di venerdì. Circa due ore, la durata del colloquio. In attesa di sapere quali saranno le loro mosse, si attende l’esito della richiesta di scarcerazione avanzata presso il Tribunale del Riesame.

Nel frattempo, i cinque presunti complici campani di Quadrino rimangono associati all’interno del carcere di Poggioreale. A mettere materialmente a segno la rapina finita nel sangue, giunti appositamente “in trasferta”, sarebbero stati il 43enne Salvatore Avola e la 36enne sorella Vincenza, di Torre del Greco, il 49enne Carmine Marasco, anche lui torrese, ed il 56enne Antonio Imperato, di Ercolano. A reclutarli per conto dell’imprenditore della Piana, dicono le indagini, il 50enne napoletano Salvatore Sarallo. Per il quintetto, la difesa non ha presentato alcuna istanza di scarcerazione.

 

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