Cori, Consiglio Comunale del 4 giugno: il Consuntivo 2014 e il Piano TARI 2015 tra i punti all’O.D.G.

Il Comune di Cori

Con l’ultimo Consiglio comunale del 4 Giugno, è stata archiviata la discussione sulla materia economico – finanziaria iniziata durante l’Assemblea del 15 Maggio che si era chiusa con l’approvazione del Rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2014 (12 sì e 1 astenuto: Antonio Betti) che ha registrato un avanzo di amministrazione di poco superiore ai 20mila euro, ripianando al contempo il disavanzo del 2012. All’unanimità era passato anche il Piano Finanziario TARI 2015: le scadenze per il pagamento delle rate sono state spostate a fine Luglio, fine Settembre e fine Novembre. La seduta di giovedì scorso invece è proseguita con altri due punti all’ordine del giorno. L’autorizzazione per l’anno 2015 alla rinegoziazione dei prestiti concessi ai Comuni dalla Cassa Depositi e Prestiti ha incassato il consenso di 11 Consiglieri e 3 astenuti (Bruno Canale, Tommaso Bianchi, Cristina Ricci).

Sono stati rinegoziati 43 mutui, ad un tasso d’interesse annuo inferiore a quello attuale di circa l’1%, allungando di dieci anni il periodo di ammortamento. Una strategia più conveniente per il Comune, che ha potuto così recuperare all’incirca 56mila euro.  10 voti favorevoli, 3 contrari (Bruno Canale, Tommaso Bianchi, Cristina Ricci), 1 astenuto (Antonio Betti) invece per il Riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi reso necessario dall’entrata in vigore del D.Lgs. 118/2011, che detta nuove disposizioni per l’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli Enti Locali e dei loro organismi. Questa operazione ha generato un disavanzo tecnico di 6 milioni di euro  che, stando al testo legislativo, potranno essere ripianati in 30 anni con una quota annuale di 200mila euro.


“Il 2015 è un anno storico per la contabilità pubblica – spiega l’Ass.re al Bilancio Mauro De Lillis –  la riforma ha l’effetto di pulire i conti approvati con il consuntivo 2014 attraverso la svalutazione di tutti quei crediti che, a partire dal 2000, continuavano ad essere mantenuti in bilancio nonostante le difficoltà ad incassarli delle varie amministrazioni che si sono succedute. Da oggi in poi il bilancio dovrà essere redatto solo in base al criterio della cassa, che non consentirà più alle amministrazioni di accumulare crediti difficilmente incassabili”.