Lodo arbitrale Regione – Mof, parla Addessi: “Adesso basta”

“A seguito di ripetuti articoli che insistono sullo stesso tema, riprendendo alcune dichiarazioni di esponenti politici di Fondi particolarmente impegnati in questi giorni in proclami elettorali sul MOF, sento il dovere di fare per l’ennesima volta un po’ di chiarezza”. Lo dichiara Enzo Addessi, amministratore delegato MOF in apertura del suo intervento.

Addessi
Enzo Addessi

“Mi riferisco alle dichiarazioni che imputano al mancato ritiro della impugnativa del lodo arbitrale la non erogazione da parte della Regione delle somme previste dal Nuovo Piano Industriale – redatto in piena assonanza tra il MOF e i competenti Uffici regionali ed asseverato, come previsto da apposita legge regionale, da primarie società di revisione contabile (e non da “amici” del MOF) – e finalmente inserite nel bilancio regionale 2015.


Voglio per l’ennesima volta precisare che la Regione non ha né trovato né messo a disposizione alcun contributo a favore del MOF. Le somme di cui si discute (21 milioni) non sono altro che, per 15,6 milioni, il pagamento del debito (riconosciuto anche dal lodo) contratto dalla Regione verso il MOF ed i suoi operatori che hanno realizzato con soldi propri gli interventi di ristrutturazione del vecchio mercato di proprietà regionale (peraltro ereditato gratis dalla Regione a seguito della dismissione della Casmez che l’aveva realizzato negli anni 60 a sostengo della produzione e delle imprese locali). Altri 5,4 milioni derivano dalla previsione a dodici anni (2014-2025) stimata nel Nuovo Piano Industriale per le future manutenzioni straordinarie sullo stesso immobile. Cioè: la Regione paga un debito per migliorie già realizate e pagate da MOF e paga le future manutenzioni straordinarie (come ogni proprietario) su un proprio immobile. Nello stesso tempo iscrive nel proprio bilancio una corrispondente voce di incremento patrimoniale. Quindi non sono contributi ma pagamento di debiti contro un incremento del patrimonio regionale. Spero di essere stato chiaro.

Soltanto la mistificazione pre-elettorale può portare alcuni rappresentanti politici (in modo strumentale se non dimostrando una totale ignoranza del problema) a ritenere contributo ciò che invece è un debito per il quali la stessa Regione nel 1997 ha detto agli operatori (con atti e non a parole) “anticipate voi i soldi facendovi carico dei mutui e noi ve li restituiremo in 20 rate annuali dal 2005 al 2025”. Rate mai pagate !

Anzi, con questa mistificata rappresentazione la Regione è stata “indotta” (chissà se non proprio per evitare che il pagamento delle somme avvenisse in pendenza di campagna elettorale) ad indirizzare al Dipartimento per le politiche europee presso la Presidenza del Consiglio una richiesta di parere tanto distorta dalla realtà da far ritenere allo stesso Dipartimento che queste somme (ripeto destinate al pagamento di un debito patrimoniale della Regione) avrebbero profili di aiuti di Stato per i quali necessita una previa notifica alla Unione Europea.

Tanto è bastato affinché la pur pragmatica e diligentissima assessora al bilancio Alessandra Sartore, che a gennaio aveva già predisposto la Delibera attuativa da portare in Giunta per l’approvazione del Nuovo Piano Industriale, per il conseguente ritiro dell’impugnativa del lodo arbitrale e per l’erogazione delle somme, si è dovuta fermare poiché gli stessi suoi funzionari sono stati impediti ad istruire la Delibera.

Quindi, le affermazioni per cui l’erogazione delle somme dovute è impedita dal “testardo ed incomprensibile” rifiuto di Addessi a revocare l’impugnativa del lodo arbitrale sono false e producono solo l’effetto di avvilire ancora di più il tessuto economico degli operatori, già fortemente teso per la crisi provocata dai mancati pagamenti regionali e che, in questo modo, vengono soltanto presi in giro in modo dispregiativo perché considerati degli “utili e ignoranti idioti” da abbindolare in campagna elettorale.

Chiarisco che l’impugnativa del lodo non è una decisione del sottoscritto ma scaturisce da una più che ponderata decisione assunta prima dagli stessi operatori, che in tal senso me ne hanno dato ampio mandato, e successivamente dall’assemblea degli azionisti del MOF.

Tanto precisato, dichiaro la mia immediata disponibilità (come da mandato ricevuto degli stessi operatori e dall’assemblea) alla immediata rinuncia all’impugnativa del lodo in presenza di una altrettanto contestuale approvazione da parte della Regione del Nuovo Piano Industriale.

Meglio ancora: sfido l’amico e consigliere regionale onorevole Enrico Forte (che insieme a candidati locali ha più volte espresso la stessa equazione “rinuncia lodo/erogazione somme”) a venire al MOF con un provvedimento di immediata erogazione delle somme, scevro da condizioni di eventuali future restituzioni ove l’UE venisse sciaguratamente indotta a ritenere davvero un pagamento di debiti come aiuti di stato, ed il sottoscritto gli consegnerà contestualmente l’Atto di rinuncia all’impugnativa del lodo.

Io dico che lui questo non riuscirà a farlo perché, se anche ne avesse l’intenzione, verrebbe prontatamente stoppato dall’ufficio legale e dai funzionari istruttori della Regione i quali, in presenza della dichiarazione di sospetto di aiuti di stato improvvidamente richiesta ed ottenuta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, metterebbero il veto su qualsiasi provvedimento di questo genere.

Pertanto, allo stato dell’arte, la Regione non è in grado di erogare alcuna somma, nemmeno in presenza di rinuncia all’impugnativa del lodo, fino a quando non sarà stata inviata la notifica alla UE e da questa non sarà stato restituito un (ci auguriamo) parere di inesistenza di aiuti di stato nel caso di specie. Cioè 10/12 mesi.

Ed infine, senza alcuna nota polemica ma a mero titolo di trasparenza informativa verso la collettività, provo a porre queste 2 domande: perché i consiglieri regionali di Latina (quindi anche Enrico Forte) intervengono sempre in modo quantomeno poco documentato sul MOF e non si sono mai preoccupati di interrogare il governo regionale di cui fanno parte del perché, nonostante la Regione abbia investito 13 milioni nel capitale iniziale del CAR di Roma e solo 5 milioni nel MOF, due anni fa ha addirittura incrementato la propria partecipazione (da sola, nel senso che la normativa sugli aiuti di stato impone che il pubblico possa farlo solo se lo fanno anche gli altri soci) con altri 6 milioni (13+6=19) e quest’anno (bilancio 2015 e sempre da sola) con altri altri 4 milioni (19+4=23), senza che nessuno si sia posto il problema di dover chiedere alla Presidenza del Consiglio se vi erano profili di aiuti di stato come invece fatto per MOF ?

E tutto ciò senza tener conto che il CAR, diversamente dalle mirabolanti notizie pure riportate dalla stampa, registrava allora e registra tutt’ora nel proprio bilancio una perdita di 20,8 milioni da ripianare negli anni successivi e che sia la normativa europea che la legge di stabilità italiana vietano agli Enti pubblici di mettere capitale in società che hanno avuto perdite per tre anni consecutivi ! Perché due pesi e due misure?

Ecco, la risposta a queste domande sarebbe davvero utile all’intera collettività del territorio e in particolare agli operatori del MOF che nessuno può permettersi di prendere in giro!

Chiedo all’amico e consigliere regionale Enrico Forte, terminata la “confusione” elettorale, ed agli altri suoi colleghi consiglieri regionali della Provincia, di organizzare una visita presso il MOF (molto gradita) per documentarsi in modo circostanziato e per dare vita ad ogni utile iniziativa per fare chiarezza e porre fine a questo non più sopportabile stillicidio di voci, sia per fare chiarezza verso l’opinione pubblica sia per consentire al Presidente Zingaretti di assumere le migliori decisioni e dare finalmente esito agli impegni assunti con gli operatori prima della sua elezione”.