Cani randagi a Castelforte, il Pd sollecita il Sindaco

Cani randagi a Castelforte, il Pd sollecita il Sindaco

Il fenomeno del randagismo sta raggiungendo livelli preoccupanti. Lo sostengono il segretario del circolo cittadino Giuseppe Rosato, e i consiglieri comunali del Pd Giancarlo Cardillo e Paolo Ciorra che già il 24 marzo avevano presentato un’interrogazione urgente al primo cittadino Patrizia Gaetano e oggi ritornano sul tema.

“Purtroppo questa richiesta è rimasta inascoltata – scrivono dal Pd -: non solo non è stata data alcuna risposta in merito, ma il problema sta raggiungendo contorni angoscianti. E’ cronaca di oggi, grazie alla segnalazione di Paolo D’Alessandro, rappresentante di Suio per il Partito Democratico, l’ennesimo episodio di incursioni con uccisione di animali domestici presso Suio Alto da parte di cani vaganti. E’ importante rimarcare che questo fenomeno non deve essere assolutamente sottovalutato in quanto eventi del genere potrebbe degenerare e la prossima volta vedere coinvolti dei nostri concittadini. Inoltre, deve essere gestito nel rispetto dei cani coinvolti. Il tema, infatti, pur essendo il Sindaco autorità sanitaria locale, per cui ha l’obbligo di chiedere l’intervento del servizio veterinario della ASL per l’accalappiamento, è compito di quest’ultimo provvedere in termini operativi.

Considerando che la cattura ed il ricovero presso canili, oltre a non essere una buona soluzione per i cani stessi, rappresenta una spesa per le casse comunali, spesa destinata ad aumentare. Il ricovero dovrebbe essere una soluzione di transito verso le adozioni. Nella suddetta interrogazione, il PD chiedeva chiarimento sulle azioni che sarebbero state intraprese dal Sindaco e la sua Maggioranza per risolvere questo problema. Purtroppo ancora una volta ci si è scontrati con la pochezza di questa amministrazione, nessuna risposta, probabilmente perché non si ha la competenza (ne la sensibilità) per affrontare e risolvere questa difficoltà (sia dei cittadini che dei cani stessi).

Per gestire questo problema, nell’ottica di salvaguardare sia i cittadini che i randagi, basterebbero poche iniziative ed un po’ di buona volontà. In prima istanza è necessario sottolineare che l’iscrizione all’anagrafe canina è obbligatoria, questi è uno strumento che aiuta a determinare il numero di cani di proprietà (in molti casi sono proprio i cani abbandonati che alimentano il randagismo), quindi controllo e sensibilizzazione all’applicazione del microchip. Magari organizzando una giornata per la “microchippatura” gratuita di tutti i cani di proprietà, con pochi euro il comune potrebbe avere un reale risultato in tempi brevi.

Altro provvedimento importante è il controllo dei randagi, ovvero delle cagne non sterilizzate, in modo da evitare che il numero di randagi si moltiplichi. La sterilizzazione delle cagne, per legge, deve essere effettuata dalle ASL. Inoltre il comune potrebbe creare una bacheca per le adozioni dei proprio cani ricoverati nei canili. Poche e semplici soluzioni, con costi irrisori, che produrrebbero risultati importanti sia da un punto di vista etico che economico. Ma la parola soluzione sembra non appartenere al vocabolario del nostro sindaco”.

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