Visita turistica “a ostacoli” al castello di Fondi

Visita turistica “a ostacoli” al castello di Fondi

Visita al castello di Fondi all’insegna dell’inefficienza, per un gruppo di turisti provenienti da Albano Laziale. Sedici persone facenti parte di un’associazione che da anni organizza tour culturali per la penisola, e che nella provincia pontina aveva già visitato Sermoneta, Formia, Gaeta, Sperlonga e Terracina.

Sabato 18 è stata la volta della Piana, venuta ampiamente programmata e per la quale il primo contatto col Comune viene avviato sul finire di febbraio. Tra le terme romane, la Giudea e il duomo, nell’agenda della comitiva capitolina ci sono anche castello Caetani, simbolo di Fondi, e l’annesso museo. Che però di sabato sono chiusi. Circostanza fatta presente con largo anticipo dal referente comunale, andato comunque incontro alle esigenze dei turisti: al prezzo del normale biglietto, strappo alla regola. Castello e museo aperti solo per loro, per una visita in cui, dice, dovrà fare da cicerone il responsabile dell’area museale. Il quale, non essendoci da anni un direttore, ne fa in sostanza le veci – e non solo – a titolo gratuito. L’appuntamento per il giorno convenuto è alle 10, il gruppo capitolino si presenta alle 10,15. Tutto chiuso. Viene chiamato il numero di telefono posto all’esterno del castello, ma è spento. Inconveniente risolto quando viene rintracciata l’utenza su cui più volte e fino alla sera prima ci si era rapportati con l’addetto del Comune, giunto ad accogliere i turisti ai piedi del castello dopo qualche minuto. Via alla scoperta della storia di Fondi, dunque. No. Non si parte. Nuovo inconveniente: il responsabile del museo – volontario, ricordiamolo – non si vede; la visita non può iniziare. Nel frattempo, la comitiva viene fatta accomodare all’interno del castello, nella sala grande. Un’attesa che si protrae fino a qualche minuto prima delle 11. Inutilmente. Passata quasi un’ora dall’arrivo, alla visita guidata i turisti provvedono in proprio: alla testa del gruppo c’è infatti un’archeologa, abilitata come guida a Roma e che ha studiato la storia del castello di Fondi e della città. Grazie alla soluzione interna, alla fine tutto risolto per il meglio. Via all’agognata visita. Col biglietto d’ingresso che non è stato pagato: considerando i contrattempi e il conseguente imbarazzo, al momento dei saluti l’entrata è stata concessa gratuitamente.

Magari un semplice caso, nell’insieme un episodio indicativo dello stato dell’offerta turistica fondana. “La cittadina è bellissima ed il referente del Comune è stato gentilissimo”, ha spiegato uno dei forestieri. “Ma in tanti anni di visite culturali, anche in questa provincia, non ci era mai successo nulla di simile”.

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