Il porto “mangiaspiaggia”: scatta la mozione contro il maxi molo di Anzio

Il porto “mangiaspiaggia”: scatta la mozione contro il maxi molo di Anzio

maltempo spiaggia sabaudia (2)Era andato deserto nel 2013, il bando per l’ampliamento del porto turistico di Anzio. Da allora non si era poi mosso molto ma ad oggi le cose sono cambiate e tornano i timori che l’opera faraonica possa sconvolgere i lungomare che va da Sabaudia a Terracina, passando per San Felice Circeo. Uno dei tratti di costa più belli del Lazio ed in generale d’Italia minacciato da un molo di circa 400 metri più opere annesse che andrebbe a condizionare le correnti, già impietose. L’erosione avanza infatti ogni anno e, sul lungomare di Sabaudia, tanto per dirne una, non arrivano contributi consistenti da circa 20 anni. Un po’ troppo. E la celerità con cui si pensa a spazi che possano ospitare barche e maxi yacht non va di pari passo con quella dei ripascimenti che sono fermi.

Per questo i consiglieri comunali di Sabaudia, Amedeo Bianchi capogruppo di Viva Sabaudia Viva, Giada Gervasi capogruppo di Cittadini al lavoro e Marcello Pastore, capogruppo di Forza Italia, hanno presentato una mozione. Cosa di chiede? Che i comuni interessati facciano qualcosa e che magari intervenga anche il Parco Nazionale del Circeo rispetto ad una battaglia importante quanto il riconoscimento Mab se non di più.  Riportiamo di seguito il testo della mozione:

“Il comune di Anzio aveva presentato alla regione un ampliamento del porto che prevedeva un prolungamento del molo per oltre 400 metriconsiglio-comunale-Sabaudia dalla riva, L’ amministrazione regionale aveva bocciato tale progetto per la temuta, negativa incidenza sul litorale immediatamente a sud di Anzio. Il Sindaco di Anzio addebitò la bocciatura ad una discriminazione politica riservandosi di ripresentare il progetto se fosse cambiato l’orientamento politico della Regione. Con l’avvicendamento politico alla guida della regione, ripresentò la richiesta per l’approvazione del progetto e, appena 10 giorni dopo l’elezione, la neo-Presidente dichiarò che la regione era pronta a sottoscrivere un accordo di programma per la realizzazione del porto di Anzio pur non essendovi stato il tempo materiale per le verifiche necessarie a supporto di un cambiamento di giudizio da parte della Regione.

La prima gara, per nostra fortuna, andò deserta. In questi giorni l’amministrazione di Anzio ha comprato anche le quote dei privati nella società preposta alla realizzazione dell’opera annunziando di riprendere immediatamente le procedure dell’appalto. Con apposita interrogazione il consigliere regionale Forte ha rappresentato all’amministrazione regionale gli errori di metodo e di merito compiuti nella vicenda della pratica del porto di Anzio ma c’è bisogno che le amministrazioni interessate intervengano direttamente e tempestivamente per un riesame approfondito delle incidenze ambientali di nuove strutture portuali. Va ricordato che il Ministro per i beni e le attività culturali pro tempore, Galan, aveva impugnato presso la Corte costituzionale il piano casa della Regione Lazio adducendo tra i motivi di incostituzionalità, la mancata tutela della fascia costiera sovraccaricata da previsioni portuali senza una preventiva mappatura per la valutazione d’incidenza (VI) e di impatto ambientale (VIA).

CONSIDERATO CHE:

E’ assolutamente necessario accertare se l’approvazione del progetto di ampliamento del porto di Anzio sia corredato della VIA e della VI in un arco di costa di sufficiente ampiezza. Le dune del Circeo, nonostante le condizioni di vulnerabilità geomorfologica, e la presenza di alcuni tratti in dissesto, sono tra le meglio conservate in tutto il Mediterraneo; sono patrimonio ambientale d’Italia e d’Europa, in quanto dichiarati siti d’importanza comunitaria – SIC. In base ad una delibera di giunta il territorio comunale è stato inserito nel patrimonio MAB Unesco.

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO:

Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad impugnare nel metodo e nel merito quanto deliberato dall’Amministrazione Regionale con la delibera di approvazione dell’ampliamento del porto di Anzio ricorrendo in primo luogo alla regione e se necessario anche alla promozione di una class action a tutela della presente e delle future generazioni. Il Consiglio Comunale impegna inoltre il Sindaco, la Giunta e il rappresentante dell’amministrazione in seno all’Ente Parco ad adoperarsi affinché il Parco Nazionale del Circeo, in tutte le sue espressioni, sia in prima fila nel reclamare la revisione auspicata, tanto più che è previsto per legge che la competenza del Parco possa estendersi anche fuori del suo perimetro quando gli effetti di un’opera possano incidere sul suo patrimonio ambientale”

E’ una questione di competenze ed anche di volontà. Se il litorale ricade comunque nel Parco Nazionale del Circeo, se esiste il riconoscimento Unesco, perchè fare rimanere certi “titoli” solo sulla carta? Almeno in questa occasione. Quello che si chiede è una class action per impugnare il progetto dell’ampliamento del porto contestandone la fattibilità partendo dalle valutazione di impatto ambientale. I consiglieri di opposizione sono convinti ad andare avanti e chissà che al fronte del “no” non si aggiungano anche i cittadini ed anche le amministrazioni locali.

 

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