Chiusura illeggittima di via delle Mura Antiche, esposto alla Procura e Corte dei Conti

Chiusura illeggittima di via delle Mura Antiche, esposto alla Procura e Corte dei Conti

Esposto con tanto di raccolta firme, è quanto il Comitato del centro storico alto di Terracina sta mettendo in  atto dopo la chiusura a suo parere illegittima di Via delle Mura Antiche, strada pubblica con adesso annesso cancello privato e di conseguenza provocando pregiudizio alla pubblica fruizione del patrimonio monumentale, archeologico, urbanistico e viario, oltre che al patrimonio edilizio-residenziale e alle attività commerciali e turistiche della città storica.

Denuncia che il comitato ha inviato alla Procura, alla Corte dei Conti, oltre che alla Soprintendenza, Comune e Forestale.

“Oltre un anno fa – scrive il comitato – con nota del 14 ottobre 2013, a seguito degli abusi edilizi compiuti a danno del patrimonio archeologico della zona in oggetto, il Comitato cittadino segnalò al Comune di Terracina e agli organi competenti superiori che l’Ufficio Viabilità comunale, con apposito parere, aveva illegittimamente dichiarato “privata” la strada pubblica denominata Via delle Mura Antiche ed aveva così consentito di continuare, su richiesta del privato (il ristorante “Le Muraccia”), la procedura di autorizzazione per le opere edilizie relative alla chiusura della detta strada con l’installazione di un cancello.

Con tale segnalazione, lo scrivente Comitato cittadino chiese di eseguire tutte le verifiche e gli accertamenti giuridici, amministrativi e tecnici necessari a chiarire la questione, essendo non soltanto la strada pubblica, invece che privata (Via delle Mura Antiche è infatti registrata al n. 76 del Catasto Stradale del Comune di Terracina, approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 21192 del 18/04/1984, ai sensi della Legge Regionale n. 72 del 16/06/1980), ma essendo di uso pubblico anche l’area archeologica prospiciente il monumento costituito dalle antiche mura della città da cui parte la Via; area occupata anch’essa, impropriamente, dal ristorante “Le Muraccia”, sia con un’apposita pedana esterna (per cui viene evaso il pagamento del suolo pubblico), addossata al monumento antico senza il necessario nulla osta della Soprintendenza ai Beni Archeologici, sia con un parcheggio “riservato” che impedisce ogni fruibilità pubblica del monumento antico, oltre che ogni attività di ordinaria manutenzione del bene culturale.

Tuttavia, gli Uffici del Comune di Terracina non soltanto non hanno mai risposto ai cittadini e alle Associazioni, sulla base delle verifiche e degli accertamenti richiesti ed effettuati, ma hanno infine rilasciato al privato richiedente il titolo autorizzativo (n. 6555 dell’11/11/2014) per installare il cancello di chiusura della strada pubblica e per eseguire le opere edilizie e di scavo senza il necessario nulla osta della Soprintendenza Archeologica del Lazio. Tale strada ha successivamente ricevuto conformità urbanistica attraverso il P.P.E. del Centro Storico Alto (Del.ni di C.C. n. 25 del 09/02/1976 e n. 55 del 27/06/1996) ed è stata quindi inserita, come già ricordato, nel Catasto delle Strade Comunali, approvato ai sensi della apposita Legge Regionale n. 72 del 16/06/1980.

Nel PTPR, infatti, la strada in questione deve garantire, attraverso l’allaccio a Via Anxur e il collegamento con Via Delibera, Via Porta Nuova e Via S. Domenico, la relazione funzionale tra i due grandi ambiti urbani costituiti dal Centro Storico Alto e dalla zona storica posta nel suo versante nord. Per tale motivo, risulta del tutto evidente il contrasto e la irregolarità della decisione assunta dal Comune di Terracina, il quale mentre approva e realizza delle strutture pubbliche nel quartiere posto a nord del Centro Storico Alto (scuole, parcheggi, auditorium, ecc.), nello stesso tempo autorizza (illegittimamente) la chiusura dell’unica ed essenziale arteria stradale di collegamento urbanistico tra le due zone, impedendo di fatto ai cittadini di fruire di quegli stessi servizi pubblici.

Risulta poi allo scrivente Comitato cittadino che né la Regione Lazio, né la Soprintendenza Archeologica del Lazio, competenti per i vincoli sovraordinati, abbiano mai espresso pareri o tanto meno autorizzato i lavori di scavo e di chiusura della strada pubblica con un cancello privato, né abbiano mai autorizzato la chiusura e l’uso privato dell’area prospiciente le mura antiche del Centro Storico alto da cui parte la Via pubblica”.

Il Comitato chiede di evitare che le violazioni possano ulteriormente aggravarsi e comportare maggiori danni al patrimonio pubblico; di individuare gli illeciti e i reati eventualmente compiuti, i responsabili delle suddette violazioni e le eventuali mancanze commesse dai competenti pubblici ufficiali nell’opera di prevenzione, controllo e tutela del bene pubblico e dell’Erario pubblico.

Sequestrare le opere e ripristinare lo stato dei luoghi di uso pubblico; garantire la tutela e la fruizione pubblica del patrimonio monumentale, archeologico, urbanistico e stradale;salvaguardare gli interessi della cittadinanza residente e di quella esercente le attività socio-economiche e turistiche.

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