70esimo della Liberazione e 79esimo della Fondazione di Aprilia

70esimo della Liberazione e 79esimo della Fondazione di Aprilia

Ha avuto luogo questa mattina la giornata celebrativa promossa dal Comune di Aprilia per la ricorrenza del 70esimo Anniversario della Liberazione in concomitanza con il 79esimo della Fondazione di Aprilia. Alla manifestazione hanno preso parte il prefetto vicario Luigi Scipioni, le Autorità Civili e Militari, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma.

Nell’ambito delle celebrazioni, il Comune di Aprilia ha promosso una rievocazione storica in Aula Consiliare, aperta dal saluto del sindaco Antonio Terra e seguita dalla proiezione di un video documentario a cura dell’associazione The Factory 1944, con immagini inedite del periodo della seconda guerra mondiale riguardanti il territorio di Aprilia, colpita dai bombardamenti a seguito dello Sbarco Alleato. Successivamente sono intervenuti i signori Roberto e Pasqualino Nuti, quest’ultimo autore del libro di recente pubblicazione “Aprilia, i giorni della guerra e gli occhi di un bambino”, che hanno commentato alcune immagini storiche del proprio archivio personale. Ha chiuso la giornata celebrativa l’esibizione della Fanfara dei Bersaglieri “Adelchi Cotterli Città di Aprilia”, diretta dal Maestro Ildo Masi.

Di seguito, il discorso integrale del sindaco Antonio Terra:

“Buongiorno a tutti gli intervenuti,
rivolgo il mio saluto di benvenuto al Signor Prefetto Vicario, dottor Luigi Scipioni, ai rappresentanti delle istituzioni, delle forze armate e delle associazioni combattentistiche e d’Arma.

Un saluto e un ringraziamento va anche all’associazione The Factory, ai nostri concittadini Pasqualino e Roberto Nuti, nonché alla Fanfara dei Bersaglieri e al Maestro Ildo Masi, nostri graditi ospiti che stanno collaborando con l’Amministrazione per l’odierna rievocazione storica.

Sono anche particolarmente contento della presenza di molti giovani che insieme a noi stanno celebrando la Festa Nazionale della Liberazione e quella cittadina della Fondazione. Questa è la testimonianza dei frutti che sta dando il nostro impegno per la memoria e per tramandare alle giovani generazioni ciò è accaduto settanta anni fa.

Uno dei rischi che corre infatti oggi la giornata del 25 Aprile è che il trascorrere del tempo affievolisca il ricordo degli orrori della guerra, dei giorni eroici della Resistenza e, così facendo, che la data simbolica della Liberazione perda quella forza unificatrice dell’intera nazione italiana e venga travisata da chi, ad esempio, negando l’Olocausto mente sapendo di mentire.

Con soddisfazione posso affermare che il Comune di Aprilia, anche grazie alla collaborazione di molti di voi, negli ultimi anni ha intensificato i suoi sforzi per far riemergere la storia della seconda guerra mondiale. Si tratta, invero, di vicende tragiche che ci riguardano in prima persona. La nostra Città si è ritrovata suo malgrado teatro di scontro tra le truppe Alleate, sbarcate sul litorale, e le truppe naziste. E sulla strada della Liberazione di Roma e dell’Italia intera, Aprilia ha pagato un prezzo altissimo.

Di tutto questo noi non vogliamo che si perda il ricordo e, dal 2011, abbiamo iniziato un percorso della memoria di tutto ciò che è successo dal 22 gennaio del ’44 fino al giorno della Liberazione. Un percorso che ci ha portato a Campo di Carne, in Via dei Pontoni, nel comprensorio studentesco di Via Carroceto, a Campoleone, dove sono stati inaugurati monumenti o scoperte targhe a testimonianza della nostra riconoscenza nei confronti di chi ha combattuto e sacrificato la vita consentendo a noi oggi di vivere in pace e in democrazia.

Va sottolineato anche che questo percorso della memoria che oggi può dirsi concluso ha restituito alla Città di Aprilia quel ruolo di primo piano nella storia nazionale che le spettava di diritto ma che non le era mai stato riconosciuto. La Città di Aprilia oggi è inserita nel circuito celebrativo dello Sbarco Alleato, insieme ad Anzio, Nettuno e Lanuvio. Del nostro territorio e di ciò è successo si parla sui media nazionali, il nome di Aprilia è ricomparso in libri, documentari e riviste d’approfondimento. Ma soprattutto della seconda guerra mondiale e di quei giorni tragici si parla nelle scuole, negli eventi cittadini e in tutte le manifestazioni che riusciamo a promuovere grazie anche all’impegno di tante associazioni.

Di fronte a tutto ciò, posso formulare l’auspicio che i giovani di Aprilia sviluppino sempre più lo spirito unitario e il sentimento di identità caratteristici di una comunità forte e solidale, ma anche quello spirito di repulsione e rifiuto nei confronti delle guerre come soluzione dei contrasti internazionali.

L’Italia e l’Europa oggi non sono impermeabili ai tanti conflitti bellici. Non possiamo cadere nella tentazione di sentirci estranei a ciò che succede a poca distanza da noi. La guerra è più vicina di quanto si possa credere e ciò che è successo una settimana fa, la più grande tragedia umana che il Mar Mediterraneo ricordi, ne è una diretta conseguenza.

Ci dobbiamo confrontare con questa realtà e personalmente voglio applaudire alle parole del nostro Presidente della Repubblica, che di fronte ai fatti del Mediterraneo ha richiamato la Comunità Internazionale alle sue responsabilità nei confronti delle guerre, delle persecuzioni e delle carestie che flagellano larga parte dell’Africa e del Medio Oriente.

Un pensiero va ai tanti militari italiani, anche apriliani, impegnati all’estero in missione di pace.

Se celebriamo il 70esimo della Liberazione, lo dobbiamo infine anche ai nostri pionieri che nel dopoguerra hanno trovato Aprilia rasa al suolo e, dovendo scegliere tra fuggire e restare, hanno preferito resistere e hanno ricostruito dove prima erano solo macerie, morte e distruzione.

Nel presente, il nostro territorio non è immune dalla crisi economica e oggi la nostra economia non viaggia a vele spiegate. Vorrei approfittare della ricorrenza del 25 Aprile, in cui celebriamo l’orgoglio nazionale e quello apriliano in particolare, per augurarmi che la Città di Aprilia possa ripartire verso un sempre maggiore sviluppo economico, sociale e culturale, con lo stesso spirito che mosse i pionieri. Questo è il primo augurio che oggi dobbiamo farci, grazie a tutti”.

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