Ponza, porto a Cala dell’Acqua: le considerazioni dei comitati

Ponza, porto a Cala dell’Acqua: le considerazioni dei comitati

Quanto sta avvenendo a Ponza a proposito di portualità sta creando stupore e sconcerto nella società civile. Prima la nomina di un assessore alla portualità, dopo che in Consiglio Comunale il sindaco aveva assicurato il proprio diretto coinvolgimento assumendo ad interim la delega del settore; poi la nomina, in sua vece, di un delegato alla ‘Portualità’ nella persona dell’assessore Giuseppe Feola; infine,  il rigetto in data 9 aprile u.s. senza motivazione alcuna, delle richieste presentate dai comitati Rinascita per Ponza e Samip e dall’associazione Ponza racconta per poter assistere come uditori alla Conferenza dei Servizi per il porto a Cala dell’Acqua che si svolgerà il 14 corrente mese.

Ed è al neo-Assessore alla portualità che si rivolgono i soggetti portatori di istanze pubbliche, disorientati oltre tutto da una nomina improvvisa, dopo che in consiglio comunale il Sindaco, con un documento letto dalla Consigliera Maria Sandolo, veniva individuato come l’unico in grado di portare a termine questioni “di vitale importanza come la risoluzione delle problematiche Portuali di Ponza -Centro e di Le Forna”.
Nell’isola  si sta creando un clima di diffidenza e di sfiducia, assolutamente immotivato. Le associazioni di cittadini vogliono solo collaborare ma il Sindaco con il suo atteggiamento di chiusura sta dimostrando di non comprendere la grande potenzialità dei comitati nel dar forza all’azione amministrativa. I Comitati vogliono i porti; i Comitati sanno che le difficoltà per la realizzazione di questi porti sono enormi e solo la convinta unità isolana può far superare queste difficoltà ma debbono ancora una volta constatare che il Sindaco si fida solo di se stesso e rifiuta ogni forma di collaborazione.

I comitati si rivolgono al neo-assessore per rappresentare il loro disorientamento di fronte alle modalità adottate dal sindaco nel tentativo di fornire delle giustificazioni al  diniego di partecipare alla conferenza dei servizi. Giustificazioni assolutamente inaccettabili. Il sindaco dice di aver incontrato al Comune il Comitato Samip.L’incontro è realmente avvenuto ed allo stesso il Comitato Samip ha fatto seguire una riunione pubblica dopo la quale ha presentato in Comune una proposta portuale che richiedeva un  ulteriore confronto  che non c’è stato.

Il sindaco inoltre ha parlato di riunioni pubbliche. È vero, ci sono state riunioni pubbliche: la prima al ristorante “da Angelino” nella cui sede il Sindaco  ha riproposto i punti trattati nel precedente Consiglio Comunale contrapponendo nella sua ampia relazione “malloppisti a difficoltà burocratiche amministrative  che da tempo hanno impantanato la Mozione Le Forna”. Nel corso di questa esposizione,  fatta di battute, allusioni e annunci speranzosi, ha parlato anche di porto a Cala Dell’Acqua.” Ovviamente, non era quella la sede né il tono opportuni per affrontare ‘seriamente’ istanze organiche e confronti proficui.

C’è stata  una successiva riunione, alla vigilia della festa di S. Silverio dei pescatori alle Forna, in occasione della presentazione del Centro Diurno “Il Veliero” cui ha fatto seguito l’inaugurazione avvenuta in presenza dell’assessore Regionale alle attività sociali. Anche qui, tra un bicchierino e un dolcetto si è parlato in forma leggera del destino di quel Centro e della futura nuova biblioteca e il clima festoso è stato suggellato dall’immagine poetica del sindaco del “Veliero che in un prossimo futuro attraccherà nel nuovo porto di Cala Dell’Acqua”.Neanche questa è sembrata una sede inopportuna per concertare strategie che vedono amministrazione e cittadini uniti per creare sviluppo economico con la realizzazione di un porto a Cala Dell’Acqua.

Il sindaco per giustificare  il suo diniego ha richiamato infine anche il famoso Consiglio Comunale del 26 novembre 2014. Quel Consiglio Comunale aveva ad uno dei punti all’ordine del giorno il Piano regolatore Portuale di Ponza Centro e infatti dopo aver ricevuto l’investitura alla Portualità, il Sindaco, addossando alle passate Amministrazioni il fallimento  dell’attuale assenza di porti, faceva una dichiarazione promettendo il suo massimo e personale impegno nel portare a termine la realizzazione dei due porti a Ponza- Centro e alle Forna.

In quella sede erano assenti i Consiglieri di Minoranza: Ferraiuolo era assente giustificato; D’Arco dichiarava “di non aver avuto il giusto tempo per consultare i documenti e chiedeva di aggiornare il Consiglio Comunale a nuova data”. Il Sindaco respingeva questa esigenza per cui D’Arco abbandonava i lavori di Consiglio. Anche in quella sede non c’è stata possibilità di approfondire i discorsi portuali per mancanza di contraddittorio democratico. Il Sindaco  avrebbe potuto convocare i Comitati e l’Associazione e avere l’occasione di spiegare le ragioni del suo diniego o magari riconoscere nei rappresentanti degli stessi degli interlocutori meritevoli di rispetto prospettando per il futuro più  collaborazione e condivisione di scelte. Questa forma sarebbe stata apprezzata dai Comitati cittadini e anche dalla minoranza Consiliare che in una lettera aveva fatto delle importanti considerazioni sullo stato giuridico della zona proposta per il Porto di Cala dell’Acqua e consigliato una maggiore attenzione alle richieste di collaborazione attiva dei Comitati. Purtroppo niente di tutto questo è avvenuto.

C’è da sperare che la nuova Delega alla Portualità non confermi per il prossimo futuro la linea di chiusura mostrata dal Sindaco nei confronti dei Comitati Cittadini e della minoranza Consiliare.

Ma nell’imminenza della Conferenza dei Servizi che si andrà a tenere oggi 14 aprile in Regione, lo stato dei fatti deve essere portato all’attenzione degli Enti e delle Autorità competenti come pure della popolazione di Ponza.

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