Lavoratori del Presidio Avio: “No ai soldi pubblici all’Avio Interiors sotto forma di cassa integrazione”

L’azienda Avio Interiors chiede la cassa integrazione ed i lavoratori del Presidio contestano il procedimento.

“Ieri (1 aprile 2015) l’azienda ha comunicato alla Rsu – scrivono in una nota i rappresentanti del presidio Avio – che intende procedere all’apertura della cassa integrazione per tredici settimane a partire dal maggio prossimo.


L’ammortizzatore sociale riguarderà una parte dei pochi lavoratori che ancora sono in forza all’azienda. Come presidio Avio Interiors esprimiamo la massima contrarietà al provvedimento, del quale ci ha dato notizia la stessa Rsu.

Non è possibile elargire ancora fondi pubblici sotto forma di Cassa integrazione a questo gruppo. Noi, che da sei mesi viviamo sotto una tenda, licenziati in Mobilità, non possiamo accettare che alcuni imprenditori possano continuare a fare e disfare tutto a proprio piacimento. Possibile che solo noi ci ricordiamo quanti aiuti economici negli anni sono stati elargiti al gruppo Veneruso?

Pensiamo che nessuna Rsu, sindacato o istituzione in genere, abbia il diritto di rendersi complice delle giravolte di questo imprenditore,  avvallando una cassa integrazione che significa ancora soldi pubblici alla già ben foraggiata ‘Galassia Veneruso’.Tale provvedimento non potrà che suscitare un vespaio di polemiche legate alla correttezza del procedimento, sia dal punto di vista tecnico che morale e politico, vista la storia dell’imprenditore è costellata di finanziamenti pubblici, fallimenti ed interpellanze parlamentari.

Le vicende di aziende come Permaflex, Meccano, Rail, Agv – tutte parte della Galassia Veneruso – sono note a tutti ormai; storie che, alla luce dei recenti risvolti giudiziari che hanno coinvolto un noto giudice fallimentare del Tribunale di Latina, si ammantano di ombre sempre più oscure.

Pertanto – concludono i lavoratori del Presidio – diciamo no ai fondi pubblici all’Avio Interiors sotto forma di cassa integrazione”.