Fondi, il punto sui candidati a sindaco. Certezze, novità e colpi di scena

Fondi, il punto sui candidati a sindaco. Certezze, novità e colpi di scena

Tre già sul campo. Pronti ad arrivare a quattro, cinque. Complice qualche guerra, fino a sei. Riducendosi drasticamente in caso di sopraggiunte alleanze, in fase di studio.

Il tempo utile per schierarsi comincia a scarseggiare, e a Fondi, il toto sindaco va volgendo al termine. Con i giochi che però sono fatti solo in parte. Salvatore De Meo, Gianfranco Antonetti, Mario Fiorillo. Questi, in ordine di ufficializzazione, i tre aspiranti allo scranno di primo cittadino. All’appello continuano a mancare il Nuovo Centrodestra ed il Movimento 5 Stelle. Che si portano dietro punti interrogativi cruciali: gli alfaniani studiano la moassa a effetto, i grillini sono pronti ad implodere. Ma andiamo con ordine.

I primi a piazzare la bandierina in vista delle urne di maggio erano stati, a novembre, quelli di Forza Italia. Candidatura bis per il primo cittadino uscente Salvatore De Meo. Sarebbe stato strano il contrario. Soprattutto per un quinquennio amministrativo giunto subito dopo la Commissione d’accesso ed il ciclone-Damasco, e ciononostante trascorso senza particolari polemiche o incidenti di percorso. Non solo le capacità, dalla sua. Non ha potuto non pesare il peso politico sempre più consistente acquistato negli anni da De Meo, riuscito a ritagliarsi uno spazio sempre meno all’ombra del “ras” Claudio Fazzone. Impossibile, non rivedere l’attuale sindaco ritentare le urne. E’ lui, l’uomo da battere.

L’ufficializzazione del secondo candidato a sindaco, Gianfranco Antonetti, l’ha data il diretto interessato sul finire di dicembre. Agilmente passato dai tazebao ai tempi del web, Antonetti, ex assessore negli anni Ottanta, autore della “presa del castello” e dell’occupazione delle case popolari, si è gettato nella mischia spalleggiato dalla civica “Fondi ci chiama”. Non vedendo nessun altro pronto a raccogliere da subito la sfida di De Meo, ha voluto rompere il ghiaccio, tentando di spronare tutti gli altri “contro” e riservandosi ogni alleanza.

Fino a pochi giorni fa era rimasto solo. Il terzo candidato è stato presentato ufficialmente solo venerdì scorso. Il Pd ha puntato su Mario Fiorillo, dirigente scolastico di Pacinotti e De Libero, ex insegnante di latino da sempre nel centrosinistra, alla prima esperienza in prima linea. Un nome della società civile in cui dal partito credono fortemente, oltre che l’unico forte uscito dopo mesi di attese, discussioni e immobilismo.

In cui rimangono gli altri pezzi forti da campagna elettorale. Ncd e pentastellati. Incassato prima il no dell’ex sindaco Luigi Parisella e poi quello dell’attuale forzista Marco Antonio Carnevale e del direttore di banca Marco D’Ettorre, tra gli alfaniani ancora si discute. L’unico nome rimasto in campo, che sarebbe un colpo di teatro, è quello di Tiero. Comunque un’extrema ratio, con una parte del partito anche disposta ad appoggiare il democrat Fiorillo.

E il MoVimento? I dissidi tra le due opposte fazioni, sanati a fatica giusto di recente, con l’unificazione dei meetup, sono tornati prepotentemente. Fino ad un paio di settimane fa, tutto pareva in regola. Dopo la votazione per la scelta del candidato (col famigerato metodo “Schulze”) niente è stato più lo stesso. Di nuovo ai ferri corti. Quindi? Chi il candidato? Uno tra Appio Antonelli o Francesco Fragale. Molto probabilmente addirittura tutti e due. Ognuno alla testa di una parte. Nel caso, addio unità e largo a una nuova guerra fratricida.

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