A Pulcherini si rinnova la Passione di Cristo

Giunge, quest’anno, alla quarantottesima edizione, la “Passione di Cristo” di Pulcherini, la manifestazione più rappresentativa delle celebrazioni pasquali nel sud pontino e che, tradizionalmente, si svolge il venerdì santo, nella caratteristica frazione di Minturno. Nel corso degli anni, la Passione di Cristo ha visto centinaia di partecipanti e decine di migliaia di spettatori, giunti sia dai Comuni limitrofi, che da buona parte del centro-sud. Questa particolare rappresentazione, infatti, si distingue per caratteristiche, a tratti uniche, come la struttura naturale dei luoghi che lo accolgono, la cura storico-teologica profusa nella stesura dei testi, la meticolosa composizione della colonna sonora, le scenografie, gli effetti speciali e la recitazione. Tutto ciò dà allo spettacolo un impatto emozionale senza paragoni, riportando la drammatica narrazione dell’evento che ha caratterizzato la Cristianità alle sue radici storiche, alla Lauda medievale.

Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri” (Isaia – VI sec.a.C.): Nell’appropinquarsi al fatidico traguardo del cinquantenario, è inevitabile volgere lo sguardo indietro, al passato recente e remoto, alla prima edizione della Passione di Cristo che, organizzata, come sempre, dall’associazione socio-culturale “Paese Mio”, in collaborazione con la comunità parrocchiale di San Giuseppe di Pulcherini, si è comunque rinnovata di anno in anno, pur suscitando sempre identiche emozioni e riscuotendo immutato successo. Quest’anno, però, come sottolineano gli organizzatori, c’è da registrare un evento nuovo: quasi un cambio generazionale, con il naturale “passaggio del testimone” ai neoventenni ed una staffetta in alcuni dei ruoli più importanti, come Pilato, Zera, il soldato del sinedrio, Satana e la stessa figura del Gesù, che si può ben dire, passi di padre in figlio: da Alberto Ticconi, ad Attilio Ticconi.


Nel solco del costante incremento di pubblico, aggiunge il presidente di “Paese Mio”, “ci auguriamo che, venerdì sera, l’affluenza di spettatori sia ancora maggiore, rispetto agli anni addietro, anche perchè, quest’anno, l’associazione Paese Mio e la comunità parrocchiale compiranno ancora il “miracolo”, pur confidando sempre nella sensibilità responsabile di amministratori ed operatori impegnati nei vari settori del nostro Comune. La Passione è un messaggio universale e, in special modo, quello che trasmette la Passione di Pulcherini, Per nostra esperienza, infatti, possiamo testimoniare che è una forza che penetra nei cuori e nello spirito così tanto, da trasformare gli spettatori in pellegrini verso il cielo ed i curiosi in messaggeri dell’anima”.
Quindi un Gesù sempre più vero, “che non ha peli sulla lingua e che continuerà a dire pane al pane e vino al vino ed a cacciare con la frusta i ladri, i corrotti ed i corruttori dal tempio… e non solo”.