Pd Latina: “Spariti 130mila euro, l’amministrazione Di Giorgi spieghi dove sono finiti”

Nicoletta Zuliani

Il progetto per far arrivare il wi-fi nelle scuole e nelle università, con un impegno di spesa di 50mila euro. Altri 50mila euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche nella città. E 30mila euro per installare la videosorveglianza nei borghi Nord del capoluogo pontino. Sono questi i tre emendamenti del Partito Democratico di Latina che avevano trovato accoglimento da parte dell’intera assise e che avevano ricevuto un voto favorevole unanime in Consiglio comunale. Sono anche però questi i tre emendamenti, con i relativi fondi a loro sostegno, che non si sa che fine abbiano fatto.

È proprio questo il nodo della questione che intendono affrontare, in tutte le sedi, il capogruppo del Pd in consiglio comunale Alessandro Cozzolino e la vice presidente del consiglio comunale Nicoletta Zuliani, che hanno visto sparire dal bilancio dell’Ente quelle somme che invece erano state previste per la realizzazione dei progetti deliberati.


Che fine hanno fatto i fondi che il Consiglio aveva deciso di stanziare? Centotrentamila euro sono tantissimi, non può esserci un ‘buco’ così grande nelle casse del Comune, né tantomeno gli uffici possono aver ignorato un atto di indirizzo varato dall’organo rappresentativo del Comune” – affermano i due consiglieri. “Oppure – ipotizzano Cozzolino e Zuliani – sta succedendo qualcosa di molto grave: l’amministrazione del sindaco Giovanni Di Giorgi potrebbe avere arbitrariamente stabilito che quei soldi vadano indirizzati altrove. In questo caso, ci troveremmo davanti a un vero e proprio atteggiamento antidemocratico, oltre che ad una gravissima inadempienza. Ne andrebbe della credibilità dell’Ente davanti a tutta la città, ed il potere del Consiglio comunale, che è l’organo di massima rappresentanza del Comune, ne uscirebbe svilito e mutilato. È per questo motivo che chiediamo formalmente al sindaco Di Giorgi di rispondere con urgenza a queste nostre domande, soprattutto considerando che non è la prima volta che mozioni, ordini del giorno e indirizzi precisi vengono ignorati in dispregio alla sovranità democratica delle Istituzioni”.