Nella sughereta di Monte San Biagio spuntano… le piante tropicali

Non solo il “Phytophthora cinnamomi”, il parassita killer responsabile del cosiddetto Mal dell’inchiostro. A mettere a repentaglio l’integrità della secolare sughereta di San Vito c’è ben altro. Qualcosa di molto più familiare di qualche, pur pericolosissimo, agente patogeno dal nome astruso. Un classico: l’azione dell’uomo. Spesso e volentieri irriguardosa, e che negli anni, anche approfittando di incertezze relative a confini e aree demaniali, ha attentato nei modi più disparati all’ecosistema del prezioso polmone verde di Monte San Biagio, la sughereta maggiormente estesa dell’Italia peninsulare. Taglio indiscriminato delle essenze; recinzioni abusive, cementificazione selvaggia. Ce n’è stato – e ce n’è – per tutti i gusti, come ben sa chi vive il territorio. Esempio indicativo di un trend che fatica a lasciare il passo, quanto avvenuto a inizio mese: tra le sughere dell’area protetta, parte integrante del Parco regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, la macchia mediterranea ha lasciato il passo a delle piante tropicali. Proprio così. A mo’ di giardinetto. Piante che hanno fatto capolino a ridosso dell’insediamento di un privato tra la cascata di San Vito e il Parco Robinson, portando l’associazione “Sughereta Villa San Vito”, da qualche anno attiva a trecentosessanta gradi per ridare per davvero vita all’area, a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. Non la prima, né l’ultima denuncia probabilmente. Com’è finita? Resta da capire. La situazione è in fase di stallo: poco dopo la segnalazione, sul posto hanno effettuato degli accertamenti gli agenti della Municipale coordinati dal comandante Aldo Filippi e un tecnico incaricato dal Comune. In atto, ci sono dei rilievi ad ampio raggio per delimitare con esattezza l’area parco da quella divenuta privata in seguito alle richieste di legittimazione avanzate nel tempo dai privati. Alcuni dei quali, prima che il quadro sia completo e “cristallizzato”, a quanto pare di tanto in tanto tentano di guadagnare terreno. Letteralmente.

L’EMERGENZA INVISIBILE


sughereta-san-vitoL’uomo è il pericolo costante e concreto, il proliferare del parassita “Phytophthora cinnamomi” quello all’ordine del giorno e forse più stringente. Tra i patogeni più aggressivi, da qualche anno si sta estendendo a partire da due differenti aree della sughereta, lesionando le piante e portandole a una lenta alla morte. Un’epidemia che ad oggi non ha rimedi, e che nei giorni scorsi ha portato il commissario straordinario del Parco Ausoni, Bruno Marucci, a inaugurare un tavolo tecnico aperto al maggior numero possibile di esperti in materia. Una sorta di task force che partendo da un recente sopralluogo delle aree colpite – il primo di una lunga serie – sarà fino a data da destinarsi impegnata in una corsa contro il tempo: per adesso, solo quattro dei circa trecento ettari della foresta sono stati intaccati, ma il micidiale batterio continua ad avanzare.