Sanità, Senatrice Simeoni: “Interpellanza urgente al Ministro Lorenzin sulle condizioni del Pronto Soccorso di Latina”

Ivana Simeoni

la Senatrice Ivana Simeoni ha presentato ieri un’interpelanza al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin un’interpellanza urgente sulle condizioni del Pronto Soccorso di Latina e più in generale sulle condizioni del sistema di emergenza sanitaria nazionale. L’interpellanza è stata sottoscritta da 34 Senatori della repubblica di tutti gli schieramenti politici (M5S, SEL, PD, AUT, GAL, ECC.). Segue il testo del socumento:

“Premesso che:


negli ultimi mesi le cronache segnalano il moltiplicarsi dei casi di “malasanità” spesso legati alla cattiva
gestione ed al sovraffollamento dei presidi di Pronto Soccorso;
nella settimana scorsa l’opinione pubblica è stata profondamente scossa dal caso della neonata morta
durante il trasporto in ospedale , un dramma che si è consumato di notte dopo che più ospedali avevano
rifiutato il ricovero della bambina;
ascoltando le conversazioni registrate durante l’emergenza, e pubblicate sul quotidiano “La Repubblica” ,
appare chiara l’impotenza degli operatori del 118, che si ritrovano spesso senza mezzi e personale per fare
fronte alle situazioni più delicate;
il Ministro ha inviato una task force di ispettori e NAS in Sicilia per rilevare eventuali anomalie e responsabilità;
ma la situazione, al di là dei singoli casi, appare drammatica in tutte le parti d’Italia: a causa anche del
periodo dell’anno in cui vi è una maggiore incidenza di patologie riconducibili a virus influenzali, i Pronto
Soccorso sono spesso affollati con sovraccarico di ricoveri;
al Sant’Eugenio di Roma la situazione è drammatica anche per decisioni organizzative della direzione
sanitaria, così come denunciato dai lavoratori del nosocomio;
al Santa Maria Goretti di Latina l’insufficienza cronica di personale, il continuo ricorso alle barelle delle
ambulanze come letti di degenza, una non ancora ottimale azione di filtro dalla rete dei medici di famiglia,
da ambulatori convenzionati e consultori, ha creato un continuo super affollamento presso la struttura di
Pronto Soccorso al punto che, in alcuni casi, anche i pazienti con codice rosso sono costretti ad attendere per un tempo incongruo;
a distanza di pochi giorni, altri casi si sono verificati a Napoli, presso gli ospedali di Santobono e Cardarelli;
grave la situazione anche sul versante dei mezzi messi a disposizione del personale: al SEUS di Catania
ambulanze fatiscenti vengono sostituite con mezzi in appalto esterno, o in mancanza di questo vengono direttamente chiuse le postazioni 118;

Lo scenario disegnato dai media è quindi allarmante per gli utenti del servizio sanitario nazionale, considerato che affinché il personale sanitario venga messo nelle condizioni di fare dignitosamente il proprio lavoro, bisognerebbe investire in informatizzazione e svecchiamento degli stessi strumenti che vengono forniti al professionista. Come succede ad esempio in Toscana dove il 118 di Pistoia, grazie a finanziamenti derivanti dal privato, è stato dotato di tablet con software specifico che consentono un collegamento continuo con la Centrale operativa garantendo massima efficienza ed estrema tempestività di intervento sul territorio di tutta la provincia, oltre all’invio informatico ai pronto soccorso della scheda di soccorso rispondente agli standard del progetto Mattoni;

considerato inoltre che:

il Consiglio Regionale del Lazio ha recentemente approvato una risoluzione ( del 20/02/2015), che prende
atto della crisi del sistema sanitario di emergenza laziale e che impegna la Giunta Zingaretti a far fronte a
questa situazione enunciando una serie di impegni e di misure che, secondo il Consiglio, andrebbero subito intraprese;
osservando gli impegni contenuti nella risoluzione emerge, tra l’altro, come attualmente l’informazione dei cittadini circa i servizi di Pronto Soccorso e dei restanti servizi territoriali sia del tutto insufficiente e causa principale dell’inappropriato ricorso ai P.S., anche per situazioni di lieve entità; si chiede sapere:

se il Ministro è a conoscenza dei fatti su esposti quali interventi il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di risolvere l’emergenza del sovraffollamento dei Pronto Soccorso; se non ritenga opportuno attivarsi nelle sedi di competenza affinché vengano promosse campagne di informazione nazionali sull’utilizzo dei servizi sanitari territoriali”.