Fondi, il Giudice di pace vede la luce

Fondi, il Giudice di pace vede la luce

Il Giudice di pace di Fondi finalmente respira. Per mesi barcollante e in ostaggio di un gabinetto di cancelleria-fantasma, il presidio di via Occorsio ha ricominciato “a macinare”. Addio funzionalità ai minimi termini. Pronte ai saluti anche le pantagrueliche pile di faldoni accumulate sulle scrivanie in attesa di poter giungere alla pubblicazione. Le centinaia di decreti, sentenze e ordinanze giacenti in attesa del fatidico, agognato timbro del cancelliere stanno andando incontro a un progressivo smaltimento. Un lavoro di puro stacanovismo, per una cura che sta comunque avendo i suoi effetti.

La “manna”, per gli uffici del Giudice di pace, è rappresentata dai due nuovi cancellieri – più un operatore giudiziario, giunto dal Municipio – assicurati dall’amministrazione comunale fondana nell’ambito degli accordi col Ministero della Giustizia per il mantenimento in vita del presidio.

Un cancelliere di ruolo mancava da circa un anno e mezzo. E il sindaco Salvatore De Meo aveva faticato non poco, nei mesi scorsi, per reperire una figura adatta: nonostante l’avvio del relativo corso di formazione, si era registrato un forfait dietro l’altro.

Alla fine, in differita, quella che è stata la soluzione definitiva. Addirittura doppia: da zero funzionari si è passati agli attuali due, Opimia Dura e Giuseppe Sommese, in servizio da metà febbraio a conclusione del corso di formazione iniziato sul finire del 2014. Una svolta “in casa”. Entrambi i prescelti in via Occorsio sono infatti di casa da un bel po’. Non negli uffici del Giudice di pace, dove hanno appena iniziato a lavorare, ma in quelli della Municipale, che distano giusto qualche metro: stessa strada, stessa struttura e medesima entrata principale; diverso solo immobile. Una ventina di passi e qualche scalino in più. Percorso brevissimo, che ha messo fine a mesi da incubo.

 

 

CORSI E RICORSI: UN ALTRO GIUSEPPE SOMMESE DOPO QUARANT’ANNI

Due Giuseppe Sommese a distanza di quarant’anni, entrambi col ruolo di cancelliere, in primo presso l’allora Pretura, il secondo presso l’odierno Giudice di pace. Zio e nipote. Con un destino lavorativo comune, nonostante non si siano mai conosciuti.

cancelliere Giuseppe Sommese 1, Fondi, Giudice di PaceUna storia iniziata a Saviano, in provincia di Napoli, nel lontano 1925. E’ lì che nasce il primo Giuseppe Sommese, che nel 1955, laureatosi in Giurisprudenza, vince un concorso indetto dall’allora Ministero di Grazia e giustizia. Cancelliere presso un Tribunale in Valle d’Aosta. Passa un anno, e chiede l’avvicinamento alla città natale, per stare vicino ai familiari impegnati nel duro lavoro dei campi. Nel 1957 arriva dunque il trasferimento alla Pretura di Fondi. Doveva essere una tappa. Ci rimase, seguito negli anni Sessanta dai propri cari, fino alla prematura morte. Un incarico, quello di cancelliere, per cui si era fatto ampiamente apprezzare, anche e soprattutto a livello umano, e durato fino al maggio del ’74: accusò un malore in aula, durante un’udienza. Dopo non molto, venne stroncato da un infarto.

Giuseppe Sommese 2, cancelliere, Giudice di pace, Fondi 2Oggi, a distanza di decenni, in un gioco di corsi e ricorsi, il nome di Giuseppe Sommese è tornato. A fare il cancelliere c’è suo nipote, chiamato così proprio in onore del compianto parente. Classe ’75, laureato nel 2003 in Economia, è stato formalmente assunto presso gli uffici del Giudice di pace di via Occorsio, fino a prima sull’orlo del collasso, a dicembre 2014. Un percorso iniziato, per un gioco del destino, nel segno della memoria.

 

 

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