Fotografò la scheda elettorale, assolto

Assolto un 53enne di Latina trovato, nel 2011, a fotografare la scheda su cui aveva appena apposto la preferenza nella cabina elettorale. In Tribunale ha fatto breccia la tesi difensiva che non c’è reato quando non c’è prova del voto di scambio, ovvero del vantaggio che l’elettore avrebbe avuto immortalando il voto espresso per un determinato candidato. Il caso era emerso, in occasione delle ultime elezioni amministrative, in un seggio a Borgo San Michele.

Un artigiano S.M. era stato bloccato dalla Guardia di Finanza e sul suo cellulare era stata trovata la foto della scheda, con il voto dato alla lista civica “Il Patto” di Marco Fioravante – che risulterà poi l’unico eletto di quel gruppo e che poi passerà al Pd – e la preferenza espressa per un imprenditore candidato. Il 53enne venne indagato e mandato sotto processo in base alla legge del 1960 sul voto di scambio e a quella del 2008 sulla segretezza del voto. Il pubblico ministero Alessio Sterzi ha chiesto per l’imputato una condanna a quattro mesi di reclusione, ma a smontare l’accusa è intervenuto il difensore del latinense, l’avvocato Gaetano Marino, sostenendo che non basta la foto alla scheda per provare l’ipotesi sul voto di scambio e che sul problema della segretezza non c’era prova che il 53enne fosse stato avvertito di non poter usare il cellulare, trovandosi così ad agire in buona fede. Tesi che hanno convinto il giudice del Tribunale di Latina, Michelino Luise.


Il magistrato ha infatti assolto l’imputato perché, per insufficienza di prove, il fatto non sussiste.