Si è dimesso l’assessore Francesco Fargiorgio

Si è dimesso l’assessore Francesco Fargiorgio

Un’altra, pesante tegola si è abbattuta sull’amministrazione comunale di Itri. Francesco Fargiorgio si è dimesso dalla carica di assessore alle politiche agricole e settori omologhi, competenze che aveva trattato e gestito per oltre tre anni nelle vesti di semplice delegato comunale, per ricoprire solo dall’estate 2014 l’incarico in giunta.

L’esponente del NCD ha presentato le sue dimissioni all’ufficio protocollo del comune e ha ritenuto di non rilasciare dichiarazioni dopo il suo gesto, anche se il contenuto della lettera inviata al sindaco Giuseppe De Santis e al presidente del consiglio, Umberto Papa, esplicita inequivocabilmente, con la dichiarazione del passaggio nelle file dell’opposizione, cosa possa esserci alla base della sua decisione: riconoscimento della perdita di iniziativa operativa e di quello spirito di autentico rinnovamento nella gestione della cosa pubblica che aveva fatto confluire con entusiasmo componenti politicamente diverse nella lista Patto per Itri pro De Santis sindaco nel maggio 2011.

Con il disimpegno di Fargiorgio, cui il suo partito accredita un apprezzabile lavoro svolto (pianificazione e utilizzo dei fondi europei , realizzazione della strada di Tozze  in fase di ultimazione, redazione del piano pascoli,  quasi pronto per l’approvazione in Consiglio e la sua adozione, un grande progetto di sanificazione e avviamento ad alto fusto che interesserà circa 100 ettari del patrimonio boschivo, il cui bando pubblico è quasi pronto, il regolamento fida pascolo e le iniziative finalizzate alla valorizzazione e promozione dell’olivicoltura , e della cultura dell’olio di qualità) sono ormai saliti a quattro gli assessori che, a più riprese, hanno voltato le palle all’incarico affidato loro dal sindaco: Italo La Rocca (Pd), Lavori Pubblici e vicesindaco, Elena Palazzo (oggi Fi) attività produttive, Antonio Ruggieri (collocato nell’area politica che vede come leader Giovanni Agresti) finanze e bilancio.

Fargiorgio ha comunque ribadito nella sua lettera che si collocherà in una posizione di stimolo costruttivo dell’azione amministrativa, proprio a conferma – si ribadisce nell’ambito del NCD – che il suo gesto non vuole minare la sopravvivenza dell’amministrazione, semmai ha la presunzione di accrescerne la voglia di concretezza ultimamente da lui non riscontrata.

Delle dimissioni di Fargiorgio ha subito preso atto il Pd il cui direttivo si è immediatamente riunito ieri sera e le cui risultanze, affidate a un quadro murale che verrà affisso domenica, non escluderebbero il disimpegno in giunta dello stesso Pd per favorire un momento di riflessione propedeutico a una proficua azione amministrativa dell’ultimo anno dell’attuale consiliatura. Tirando le somme per definire la situazione attuale, va ricordato che l’organigramma della giunta vede in carica solo Giovanni Ialongo (Pd), responsabile Lavori Pubblici e vicesindaco, e Paola Ruggieri (I.TR.I. Idea Trasparenza Innovazione, ex Idv), responsabile del settore ambiente.

La conta dei numeri in consiglio, con la dichiarata volontà del Fargiorgio di collocarsi all’opposizione vede un equilibrio molto instabile con De Santis, Papa, Paola Ruggieri, Raffaele Mancini, Antonio Ruggieri, Italo La Rocca e Luca Iudicone, che formano un’alleanza compositamente trasversale, da una parte e Cardogna, Di Biase, Di Mascolo, Petrillo, Palazzo e Fargiorgio dall’altra. L’eventuale disimpegno di una sola componente segnerebbe la fine dell’esperienza amministrativa in corso. A fronte di tutto questo, si riscontrano anche ipotesi che accreditano la volontà del sindaco di far ricorso ad assessori esterni all’assise per dare corpo all’organigramma completo che piloti la macchina amministrativa fino al maggio 2016.

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