Messa in sicurezza del ponte, il consigliere Bianchi scrive al Sindaco

Ponte Giovanni XXIII rischia di divenire pericolante se non si interviene in tempo, l’allarme arriva dal consigliere comunale Amedeo Bisnchi che scrive al sindaco Maurizio Lucci. “Il mio è un appello ad intervenire con la massima urgenza. La stampa riferisce che Renzi avrebbe in animo un rimpasto di governo e tra i nomi in bilico ci sarebbe anche quello di Lupi. Giacchè lo ha invitato a Sabaudia e gli hai strappato un impegno pubblico in favore della risistemazione del ponte e Lui espressamente ha detto che avrebbe operato d’intesa con la regione, ritengo urgentissimo chiedergli di promuovere l’incontro promesso per distribuirsi l’onere del risanamento.

Come partito Democratico, attraverso l’on. Forte, abbiamo fatto presentare in Regione un’interrogazione a sostegno della richiesta avanzata dal Comune sulla necessità urgente del risanamento del ponte e siamo pronti a far di tutto per sostenere il progetto, affinchè sia chiaro che Sabaudia su questo problema è unita.
Chiaro che, da parte dell’amministrazione, vada dimostrato l’impegno a fare la propria parte, evitando di investire denaro in manifestazioni non proprio esaltanti anzichè in questo progettpo. Solo qualche tempo fa Lei lamentava la necessità di destinare la somma necessaria in bilancio per iniziare il restauro del ponte mentre poi somme ben più alte venivano stanziate per fini meno importanti.


Ed ancora, pochi giorni fa, in consiglio comunale, Lei ha detto che è intenzione dell’amministrazione destinare il residuo del mutuo acceso per la piscina comunale ad altri interventi. Non le sembra opportuno, pur rimanendo lo spreco dei denaro speso fino ad ora per un progetto mai andato in porto, che questo possa essere un progetto finanziabile?

Purtoppo rischiamo che a breve, dopo aver vietato l’uso del ponte ad alcuni tipi di veicoli, lo stesso non diventi talmente pericolante da non poter più provvedere al risanamento , ma ad una vera e propria ricostruzione e contestualemente che il nostro lungomare, vero motore economico della città, diventi difficilmente accessibile, tanto da mettere in serio pericolo l’ulteriore sviluppo economico della città”.