Fondi, D’Angiò torna libero per un vizio di forma

Estradizione negata nell’ultimo giorno utile, e soprattutto remissione in libertà per il fondano residente in Spagna Salvatore D’Angiò. Grazie a un vizio di forma nel mandato d’arresto europeo emesso dal gip del Tribunale di Trani Francesco Messina: “Le autorità competenti non hanno allegato la documentazione necessaria”, scrivono dal tribunale dell’Udienza nazionale di Madrid. Motivando in questo modo la questione procedurale che martedì ha portato alla scarcerazione del 44enne commerciante ortofrutticolo, ritenuto il mandante dell’attentato dinamitardo ai danni della ditta di import-export della Piana di proprietà del cognato, sventato lo scorso Ferragosto dalla guardia di finanza di Bari, col sequestro in Puglia di un chilo di tritolo e le manette ai polsi di quattro complici, tra intermediari e semplice manovalanza, tuttora nel carcere di Trani.

Per quell’atto intimidatorio sventato in extremis, legato a questioni economico-familiari e che nelle intenzioni doveva essere reiterato, le Fiamme gialle del Gico sono riuscite a risalire a D’Angiò, da un ventennio residente nella penisola iberica, al termine di mesi di indagini ed intercettazioni. Il 9 febbraio, il mandato d’arresto europeo emesso dal Tribunale di Trani su richiesta del procuratore Carlo Maria Capristo e del pm Marcello Catalano. Il 25 febbraio, a Barcellona, su segnalazione del Gico, l’arresto del 44enne da parte della polizia spagnola. Nemmeno il tempo di annunciarlo – l’ufficializzazione è arrivata da una manciata di giorni – ed ecco il (momentaneo?) colpo di scena: estradizione respinta ed annesso ritorno in libertà, per D’Angiò, in Italia difeso dall’avvocato Maurizio Forte e fino all’altro giorno ristretto nel carcere di Madrid.


Nella decisione del giudice della capitale spagnola Santiago Pedraz Gómez, sono state determinanti alcune supposte lacune inerenti le circostanze del delitto contestato, la pena prevista e il numero della legge infranta. Un “cortocircuito” a cui dal Tribunale di Trani stanno ovviando a stretto giro: è pronto un mandato d’arresto bis, riveduto e corretto. Salvo imprevisti, la nuova misura cautelare sarà notificata in Spagna, per mezzo del ministero, nella giornata di oggi. Il rischio, è che l’indagato si renda irreperibile.

Come del resto a dicembre 2006 in concomitanza con l’operazione “Tagli pregiati”, contro il traffico internazionale di stupefacenti: il commerciante pontino si diede inizialmente latitante, venendo infine intercettato a gennaio dall’Interpol.