Una festa finita in tragedia. A 5 metri di profondità il corpo del giovane annegato al lago di Fondi

Una festa finita in tragedia. A 5 metri di profondità il corpo del giovane annegato al lago di Fondi

andrei 3Una festa sull’argine finita d’improvviso nel dramma, con un barchino ribaltato e la scomparsa di un giovane di nemmeno 19 anni, morto annegato.

Le scure acque del lago di Fondi hanno restituito il corpo di Andrei Vladut Balint quando mancava qualche minuto alle 15 di domenica, dopo ore ed ore di ricerche ininterrotte, iniziate intorno alle 22 del giorno precedente. Per il ragazzo, nato a Bacau, in Romania, ma da anni residente a Velletri con i familiari, non c’è stato nulla da fare. Un altro epilogo sarebbe stato un miracolo.

IMG-20150308-WA0003La salma era rimasta intrappolata sul fondo del bacino lacustre, ad una profondità tra i 5 e i 6 metri, a circa 3 di distanza rispetto al punto dove il piccolo natante da lago su cui Andrei si trovava nei momenti immediatamente precedenti la tragedia è affondato. A bordo erano saliti in sei, due ragazze e quattro ragazzi. Altri, erano invece rimasti sulle sponde del bacino.

DSCN3998Facevano tutti parte di un’affiatata comitiva di amici, tutti giovanissimi romeni che vivono tra Velletri e i Comuni limitrofi, che per trascorrere una serata diversa sabato sera aveva scelto il lago di Fondi, piazzandosi con barbecue e quant’altro al termine di una stradina sterrata all’altezza dell’Epitaffio, accessibile dall’Appia, in territorio monticellano.

disperso-fondiAd un certo punto, qualcuno ha avuto l’idea di fare un giro con la barchetta in vetroresina poggiata in una baracca nelle vicinanze. Un improvvisato equipaggio di sei persone, arrivato senza troppe difficoltà verso il centro dello specchio d’acqua. Facendo i conti con un imprevisto fatale: forse per il troppo peso, nel barchino ha iniziato ad entrare acqua. I ragazzi hanno avuto paura, si sono agitati, il natante si è ribaltato e loro sono finiti giù, aggrappati allo scafo. Decidendo subito dopo, col barchino pronto ad inabissarsi, di provare a raggiungere la terraferma a nuoto. Una specie d’impresa, soprattutto con i vestiti fradici. Alla fine, tutti pensavano di essere riusciti a superarla. Così non era: Andrei non si vedeva più. Scomparso.

IMG-20150308-WA0005Ufficialmente disperso fino a ieri pomeriggio, sebbene le speranze di ritrovarlo sano e salvo fossero pressoché nulle. Dall’allarme, lanciato intorno alle 21,30, lo hanno cercato in maniera ininterrotta i vigili del fuoco di Terracina e i colleghi del Nucleo sommozzatori, provenienti da Latina, Roma e Napoli. Dalle prime luci dell’alba, a supporto, anche Drago 57, elicottero dei vigili del fuoco di Ciampino. Buio totale fino alle 14,55 di domenica, quando, grazie ad un sonar, si è riusciti ad individuare sia il corpo dello sfortunato 18enne che quel maledetto barchino, lasciato incagliato nel fondale fangoso.

CHOC E CORDOGLIO – All’inizio gli amici del giovane annegato sabato sera, sotto choc ed impauriti, avevano a quanto pare fornito una versione differente rispetto a quanto realmente accaduto. A caldo, infatti, ai carabinieri della Tenenza di Fondi avevano detto che Andrei sul barchino era salito da solo. Circostanza che nella notte i ragazzi, ascoltati a più riprese, gli interessati avrebbero infine ritrattato: quando il piccolo natante si è ribaltato erano in sei. Un dettaglio cruciale, che però non cambia quanto avvenuto in seguito: per cercarlo, per salvarlo, i suoi amici hanno fatto da subito di tutto.

DSCN3987Su quell’argine nascosto, molto in voga tra i pescatori, dalla notte delle ricerche fino alla tarda serata di ieri un viavai di parenti ed amici del 18enne. Tra molti volti tagliati dal dolore, tanta gente ancora incredula. Tra i compagni di serate e divertimento di Andrei, c’è chi ha acceso in riva al lago delle candele, lasciando messaggi di cordoglio.

Trasportata nel tardo pomeriggio presso la camera mortuaria del cimitero di Terracina, la salma è stata sbloccata in serata. L’esame esterno, effettuato a stretto giro rispetto il ritrovamento da un incaricato del 118, non ha portato a riscontare alcun elemento che non fosse riconducibile ad un annegamento. Da qui, il sostituto procuratore Lazzaro ha dato il placet per la restituzione del corpo ai familiari. Un tragico incidente.

 

 

 

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